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Sergio Chiamparino
Presidente Regione Piemonte

Ambiente e Agricoltura. Coltivare nuove opportunità di sviluppo

  • La Regione deve sostenere le filiere controllate che garantiscono cibo sano e di qualità, utilizzando il suo marchio per promuovere i prodotti locali”;
  • La montagna deve diventare luogo di innovazione economica e sociale, utilizzando strumenti come la banda larga per far restare o tornare i giovani”;
  • La new economy piemontese deve […] passare dalla tutela dell’ambiente e del paesaggio al fine di mettere in moto opportunità nel campo energetico nonché in quello del ciclo dei rifiuti e dell’acqua”.
Governo
Sergio Chiamparino
Presidente Regione Piemonte
Sergio Chiamparino nasce a Moncalieri il I settembre 1948 da una famiglia operaia. Si laurea in Scienze Politiche all'università di Torino, dove, fino al 1975, svolge attività di ricerca. Nello stesso anno ha inizio il suo impegno politico nel Comune di Moncalieri nelle fila del PCI. Nel 2001 si presenta alle elezioni comunali di Torino, vincendo al ballottaggio con il 52,8% dei voti. Riconfermato, poi, nel 2006, quando vince al primo turno contro Rocco Buttiglione. Tra il 2012 e il 2014 è presidente della Fondazione bancaria Compagnia di San Paolo, incarico dal quale si dimette per candidarsi alla presidenza della Regione Piemonte. Sergio Chiamparino il 26 maggio 2014 vince le elezioni con quasi il 47% dei voti.
Nina Celli, 10/01/2017

L’intervento del presidente Sergio Chiamparino è stato inviato dalla portavoce Alessandra Gaia Perera

Dopo 18 anni la Regione ha aggiornato il Piano rifiuti. Il Testo unico per creare un nuovo sistema di governo degli impianti di smaltimento e della raccolta è stato approvato dal Consiglio regionale il 19 aprile 2016. Gli obiettivi da raggiungere riguardano la raccolta differenziata, il recupero di materiali e lo smaltimento “intelligente” dei rifiuti residui. Entro il 2018 la produzione annua pro capite di rifiuti indifferenziati a livello di area vasta dovrà essere non superiore ai 190 chilogrammi ad abitante, ed entro il 2020 non superiore ai 159. Si stabiliscono gli strumenti di pianificazione regionale, l’organizzazione del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani, l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali, il tributo speciale per il deposito in discarica, il sistema sanzionatorio in materia di produzione e di tributo speciale per il deposito in discarica. La norma prevede che la gestione dei rifiuti sia effettuata nel rispetto dei principi di riduzione della produzione del rifiuto, di riuso e di minimizzazione del quantitativo non inviato al riciclaggio. Dai primi dati rilevati dai consorzi rifiuti, la produzione pro capite di rifiuti urbani indifferenziati nel 2015 è stata di circa 201 kg/abitante.
È stato presentato, ed è all’esame della Commissione consiliare competente, il disegno di legge relativo alla governance della gestione dei rifiuti.
È proseguita la predisposizione del Piano paesaggistico regionale, in stretta sinergia con il Ministero dei Beni culturali e con le Sovrintendenze regionali: il provvedimento è in via di approvazione e con il Piano territoriale regionale completerà il quadro pianificatorio della Regione, dando risposte puntuali, in un quadro organico, alla tutela e alla salvaguardia dei beni paesaggistici.

Opposizione
Gruppo Movimento 5 Stelle Piemonte
Gruppo consiliare
Il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Piemonte è presieduto da Paolo Domenico Mighetti. Francesca Frediani è il vicepresidente. Gli altri consiglieri sono: Gianpaolo Andrissi, Stefania Batzella, Giorgio Bertola, Davide Bono, Mauro Willem Campo e Federico Valletti.
Nina Celli, 05/08/2016

Il controllo delle filiere in agricoltura è stato fortemente indebolito dalla chiusura del Laboratorio Agrochimico di Alessandria. Non sappiamo se i recenti casi di cronaca avvenuti in Piemonte relativi al vino contraffatto siano direttamente correlati, di certo il mantenimento del Laboratorio agrochimico avrebbe contribuito ad arginare il fenomeno.
A parte qualche slogan la banda larga è ben lontana dall’essere introdotta nelle nostre vallate alpine, dove peraltro in molte zone i cittadini non riescono nemmeno a ricevere il segnale dei canali RAI pur pagando regolarmente il canone.
La new economy piemontese non passa dalla tutela dell’ambiente, anche perché non ci passano nemmeno le politiche regionali. Da poco è stato approvato il Piano Regionale dei Rifiuti e quel poco di buono che vi è contenuto è stato prodotto dai nostri emendamenti: dalla riduzione della produzione di rifiuti pro capite, al ruolo dei cittadini, ai nuovi obiettivi per gli Enti pubblici, all’obiettivo della tariffazione puntuale.  Si sta delineando uno scenario piemontese sempre più inquietante sulla raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti: attualmente società private come Iren Group detengono la maggior parte delle quote dell’Amiat (gestione della raccolta) e di Trm (smaltimento rifiuti). Di fronte a questo evidente conflitto di interessi la strategia Rifiuti Zero, a cui noi tendiamo, non è nemmeno lontanamente contemplata.
Sul fronte tutela delle acque, tra le molte mancanze di questa amministrazione, la più grave riguarda l’ostinazione a non introdurre il principio di precauzione per i territori considerati di ricarica dei sistemi acquiferi profondi e quindi il non porre vincoli per detti territori. Pertanto si vengono a creare gravi situazioni d’incertezza come per la Valledora e la Valle Bormida in cui la popolazione si è espressa inequivocabilmente per evitare ulteriori ampliamenti e nuove discariche sul territorio, ma di fatto non sono posti vincoli normativi idonei a salvaguardare progetti pericolosi per le nostre falde.

Maggioranza
Marco Grimaldi
Presidente Gruppo Sel-Si Piemonte
Marco Grimaldi nasce a Torino l'8 novembre 1980. L'impegno politico inizia sin dai tempi del liceo e nel 2001 viene eletto senatore degli studenti all'Università degli Studi di Torino. Dal 2001 al 2004 è segretario provinciale della Sinistra giovanile. Nel 2006 diventa consigliere comunale di Torino nella lista Democratici di Sinistra-Ulivo, impegnandosi nei settori legati alla cultura giovanile, alla lotta alle nuove dipendenze e all’ambiente. Nel 2011 viene nuovamente eletto in Consiglio comunale per Sinistra Ecologia Libertà. Nel 2014 è eletto in Consiglio regionale nella lista maggioritaria.
Nina Celli, 14/10/2016

Il tema del marchio è importantissimo, come quello dei pesticidi e dei controlli. Io sono, tra l’altro, il primo firmatario di una proposta sul divieto di utilizzo di prodotti chimici in campi non agricoli. Questi infatti stanno rovinando molte delle nostre falde, riducendo anche i posti di lavoro, perché con l’idea che basta spargere diserbante diminuiscono le manutenzioni. Stiamo avviando anche dei controlli più serrati sui terreni agricoli, i cui esami vengono svolti solo ex-post, ed ex-post spesso il prodotto finale viene lavato e, di fatto, le tracce dei prodotti chimici più pesanti non vengono riscontrate. Si stanno utilizzando inoltre molto bene i Fondi strutturali per il settore agricolo anche per la valorizzazione ambientale: abbiamo approvato una riforma dei parchi che ha provato a estenderne la superficie. Devo dire che in questo abbiamo incontrato un po’ di resistenza da parte dei Comuni di montagna, che invece di cogliere l’opportunità di stare dentro alle aree parco più grandi vi hanno visto solo svantaggi. In questi luoghi la posizione degli agricoltori e degli allevatori ha prevalso su un indirizzo che invece all’estero, in Svizzera o in Austria, è dominante e legato a una riqualificazione che non porta solo turismo. Se guardiamo i buoni esempi delle regioni a noi confinanti, stare dentro un’area parco vuol dire sfruttare meglio il territorio, evitando gli obbrobri del passato, che nascevano da un’idea folle in auge fino a vent’anni fa, secondo cui ogni Comune, anche in montagna, doveva avere la sua area industriale.
Se è facile ritornare alla terra, è più difficile tornare a vivere in montagna. Per questo lancio una provocazione, che poi provocazione non è perché alcuni Comuni hanno già imboccato questa strada: credo che dovremmo smettere di considerare l’afflusso dei migranti in termini di rischio per la nostra popolazione, ripensando a un modello integrativo incentrato sul lavoro. L’Italia ha come esempio positivo l’immigrazione dall’Albania. Anche quindici anni fa tutte le forze populiste e xenofobe ponevano il problema in termini emergenziali. Dove sono finiti poi gli albanesi? Quella albanese è tra le comunità più integrate in Italia, spesso dedita al lavoro agricolo. Senza di loro non raccoglieremmo le nostre uve, non produrremmo i nostri formaggi e non avremmo tantissimi allevamenti che ancora oggi tengono alto l’onore del made in Piemonte. Cosa voglio dire con questo? Che le terre alte potrebbero essere ripopolate degli immigrati, invece di inserirli solo nella cosiddetta “ghetto economy”, cioè in quella economia di bassa manovalanza, sfruttandoli e costringendoli a vivere in baraccopoli. Se vogliamo una vera integrazione, potremmo ripensare i programmi di ripopolamento delle aree montane. È difficile, perché spesso in queste realtà vivono popolazioni molto anziane e c’è il rischio che il processo venga visto come pericoloso per le poche opportunità presenti in quelle zone. A mio parere, invece, è la sfida del nostro tempo e deve essere una scommessa per il futuro.

Opposizione
Gruppo Forza Italia Piemonte
Gruppo Forza Italia Piemonte
Il Gruppo Forza Italia della Regione Piemonte è presieduto da Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Graglia è il suo vice. Gli altri consiglieri sono: Massimo Berutti, Claudia Porchietto, Daniela Ruffino, Diego Sozzani, Gian Luca Vignale.
Nina Celli, 17/10/2016

L’intervento del Gruppo Forza Italia Piemonte è stato inviato dal portavoce Davide Balena

Promessa: la Regione deve sostenere le filiere controllate che garantiscono cibo sano e di qualità, utilizzando il suo marchio per promuovere i prodotti locali
Commento: sta avvenendo l’esatto contrario mentre le aziende piemontesi continuano giustamente a chiedere di tutelare i nostri marchi

Promessa: la montagna deve diventare luogo di innovazione economica e sociale, utilizzando strumenti come la banda larga per far restare o tornare i giovani
Commento: peccato che esistano moltissimi casi in cui intere zone sono isolate e nonostante le nostre segnalazioni non sono stati avviati nemmeno i lavori di infrastrutturazione

Promessa: la new economy piemontese deve […] passare dalla tutela dell’ambiente e del paesaggio al fine di mettere in moto opportunità nel campo energetico nonché in quello del ciclo dei rifiuti e dell’acqua
Commento: Condivisibile, a patto che non si sfrutti questo obbiettivo per aumentare i costi dei servizi facendoli pagare sotto forma di tasse ai cittadini: in Piemonte avviene proprio questo

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 10/02/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non intervenuti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo il gruppo Lega Nord Piemonte (presidente Gianna Gancia).

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: PD (presidente Davide Gariglio); Moderati (presidente Maria Carla Chiapello); Scelta di rete civica per Chiamparino (presidente Alfredo Monaco).

Ha declinato l’invito a intervenire il gruppo Chiamparino per il Piemonte (presidente Mario Giaccone).