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Roberto Maroni
Presidente Regione Lombardia

Economia e fiscalità – A tutta impresa

Riduzione aliquote IRAP e addizionali IRPEF

  • […] si realizzeranno prioritariamente azioni di supporto alle imprese, nell’ambito delle possibilità che le Regioni hanno di agire sull’aliquota Irap di base prevedendo agevolazioni ed esenzioni specifiche;
  • Per quanto attiene invece alle aliquote addizionali regionali IRPEF, si perseguirà una sempre più corretta redistribuzione delle risorse, attraverso una revisione delle aliquote stesse.

 

Ulteriori misure per favorire crescita e occupazione

  • Azzeramento dell’Irap e definizione di una moratoria in accordo con lo Stato, per un periodo di 3 anni, che consenta di far diventare la Lombardia una no tax area per chi crea valore;
  • Contrattazione di secondo livello regionale per i settori della scuola e della sanità, definendo un accordo per riconoscere una quota premiale allo stipendio dei migliori insegnanti e dei migliori medici e operatori sanitari;
  • Credito contributivo a tutti i lavoratori che investono nella previdenza complementare, nella previdenza assistenziale integrativa e nella previdenza sanitaria integrativa per le prestazioni specialistiche e diagnostiche avanzate;
  • Moratoria per tre anni da tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici delle imprese […], fatto salvo quelli che hanno impatto immediato e diretto sui diritti della persona e dell’ambiente

 

Previdenza complementare integrativa e federalismo previdenziale

  • Istituzione di un Fondo regionale per la previdenza integrativa.

 

Lotta all’evasione fiscale

  • Regione Lombardia incrementerà la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale.

 

Interventi a sostegno della casa e delle piccole imprese di costruzione

  • Regione Lombardia metterà in atto interventi finalizzati a sostenere l’acquisto della casa da parte di cittadini e famiglie attraverso strumenti quali:
  • Individuazione del soggetto garante nei confronti del sistema bancario;
  • Acquisizione attraverso un fondo immobiliare, degli immobili delle imprese di costruzione in difficoltà finanziaria;
  • Elaborazione di nuovi strumenti a favore delle famiglie che hanno necessità di accedere a mutui per l’acquisto della prima casa;
  • Costituzione di un fondo al quale i piccoli costruttori conferiscano gli alloggi invenduti a prezzo convenzionato.


Riscossione dei tributi a livello regionale

  • Si individuerà un soggetto dedicato alla riscossione regionale per dare un adeguato supporto agli Enti locali e allo stesso tempo per ridurre disagi e costi per i cittadini in difficoltà. Inoltre si richiederà al Governo di delegare al nuovo ente regionale anche la riscossione dei tributi statali. Finlombarda […] potrà essere uno strumento prezioso.Patto di stabilità territoriale
  • Nel corso della legislatura si proseguirà nell’ottica di incentivazione e sviluppo (aumentando anche il plafond a disposizione) del Patto di stabilità territoriale.

A tutta impresa

  • Trattenere almeno Il 75% delle tasse In Lombardia significa avere 16 miliardi di euro in più all’anno, 50 milioni al giorno!
  • Fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione.
Governo
Roberto Maroni
Presidente Regione Lombardia
Roberto Maroni è un politico italiano, leader della Lega Nord, di cui è stato co-fondatore, insieme a Umberto Bossi, nel 1989. Eletto la prima volta alla Camera nel 1992, Maroni è stato il “delfino” di Bossi, succedendogli come leader della Lega e rivestendo importanti incarichi di governo.
Nina Celli, 15/02/2017

Promessa: Azzeramento dell’Irap e definizione di una moratoria in accordo con lo Stato, per un periodo di 3 anni, che consenta di far diventare la Lombardia una no tax area per chi crea valore.
Commento: Abbiamo introdotto l’agevolazione fiscale per le start up innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese: l’esenzione è prevista per il primo periodo di imposta; per i due periodi d’imposta successivi è prevista la riduzione di un punto percentuale dell’aliquota IRAP. Ma le nostre politiche per le imprese non si sono fermate qui. Con la “Legge Impresa Lombardia” abbiamo risposto alle esigenze del mondo imprenditoriale lombardo con un provvedimento che riduce il carico fiscale alle Piccole e Medie Imprese, introduce gli Accordi di Competitività e facilita l’accesso al credito.

Promessa: Trattenere almeno Il 75% delle tasse In Lombardia significa avere 16 miliardi di euro in più all’anno, 50 milioni al giorno!
Commento: Il mio obiettivo è quello di ottenere un mandato dal popolo lombardo per avere maggiore autonomia. E per autonomia intendo anche e soprattutto l’autonomia fiscale. Il nostro residuo fiscale – cioè la differenza tra quanto versiamo allo Stato e quanto lo Stato ci restituisce – è di 54 miliardi di euro. Ecco perché dico che abbiamo 54 miliardi di buone ragioni per pretendere di tenere qui in Lombardia questi soldi. Proprio lo scorso 28 gennaio io e il Governatore del Veneto, Zaia, abbiamo scritto una lettera al Governo per ribadire la nostra volontà per accorpare i referendum consultivi per avere maggiore autonomia da Roma alle elezioni amministrative. Così facendo ci sarebbe un notevole risparmio di denaro pubblico. Lo avevamo già fatto il 19 luglio 2016, ma da Roma non abbiamo mai ottenuto risposta.

Promessa: Riscossione dei tributi a livello regionale.
Commento: Con l’approvazione della Delibera n. 5571/16 è stato sancito il licenziamento di Equitalia e l’avvio del nuovo sistema di riscossione coattiva a partire dal 15 settembre 2016, attraverso il nuovo Concessionario RTI Publiservizi srl e Duomo GPA srl. Il nuovo concessionario, fra l’altro, è stato individuato mediante una gara a evidenza pubblica, su scala europea, conclusasi con l’aggiudicazione l’11 maggio scorso.
La cartella esattoriale è stata eliminata e sostituita con l’ordinanza di ingiunzione di pagamento quale strumento per il recupero coattivo delle somme dovute a Regione Lombardia. La modifica consente un rapporto diretto e più flessibile con il contribuente nella fase iniziale della riscossione coattiva.
Abbiamo realizzato una campagna di “regolarizzazione agevolata” che, anche al fine di creare le condizioni per una efficace riscossione della tassa automobilistica, contemperando le esigenze di tutela dell’Erario con quelle del cittadino incolpevolmente moroso, ha prodotto una significativa riduzione delle posizioni irregolari.
La Regione Lombardia sta portando a termine un altro progetto teso alla riduzione della pressione fiscale attraverso il riconoscimento di una premialità (- 10% sull’importo) per quanti, domiciliando il versamento della tassa automobilistica c.d. “Bollo Auto”, assicureranno regolarità e continuità nei pagamenti e, contestualmente, ridurranno gli oneri a carico delle strutture regionali per le connesse attività di controllo.

 

 

Opposizione
Stefano Buffagni
consigliere e portavoce del M5S in Regione Lombardia
Nato il 6 settembre 1983 a Milano e laureato in Economia e Management per l’Impresa presso Università Cattolica di Milano. Dottore Commercialista, si occupa di bilanci, valutazioni di aziende, valutazioni di opere pluriennali, start-up, business plan, fiscalità nazionale e internazionale. Eletto consigliere regionale nel 2013, è portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia e membro delle Commissioni permanenti I e IV.
Nina Celli, 09/06/2017

Pressione fiscale: A parte la possibilità di rateizzazione dei debiti tributari, non risulta ad oggi alcun intervento della Giunta a favore dei contribuenti per la riduzione delle aliquote IRAP e delle addizionali IRPEF. Azzerare L’IRAP sarebbe peraltro tecnicamente impossibile visto che si tratta di un tributo previsto dalla legge nazionale.

L’economia lombarda non mostra ad oggi significativi segnali di ripresa a causa del persistere della pressione fiscale sui consumi e sul lavoro. Le politiche regionali dovrebbero puntare più a sostenere e accelerare processi e ad azioni mirate di supporto alle PMI che rappresentano un pilastro fondamentale della tenuta economica e della creazione di occupazione nel sistema produttivo lombardo. Vanno favorite le “condizioni abilitanti” (come, per esempio, le facilitazioni dell’accesso al credito, la semplificazione amministrativa, l’attrattività integrata…) e concentrate maggiori risorse su leve specifiche come innovazione, imprenditorialità, internazionalizzazione, investimenti.

La pressione fiscale sulle imprese rappresenta uno dei fattori che ne riducono la competitività, incentivando le imprese alla delocalizzazione verso contesti fiscali che risultano meno penalizzanti (si pensi alla Svizzera con il 35% di tassazione sui profitti di impresa, alla Slovenia con il 32%, alla Croazia con il 19%). Giusto per fornire alcuni dati, nel complesso l’aliquota media sui profitti di impresa si attesta in Europa al 41,8% ben al di sotto del livello italiano. Le tasse che gravano sulle imprese sono un freno all’allocazione ottimale dei fattori di produzione e possono quindi anche indurre comportamenti distorsivi. Si pensi alle tasse che gravano non solo sui profitti di impresa, ma anche sui lavoratori. Il gettito derivante dalla tassazione sulle imprese e sulle attività produttive per il 2013 è stato pari a 71,8 miliardi di euro, di cui 38,3 miliardi dall’IRES (53,3%) e 33,5 miliardi dall’IRAP (46,7%). L’imposta regionale sulle attività produttive rappresenta quindi una fonte di gettito rilevante e al contempo un aggravio sull’incidenza della tassazione delle imprese.
Per non parlare poi della promessa di moratoria per tre anni da tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici delle imprese: un strumento che non farebbe altro che creare un ulteriore aggravio al funzionamento dell’intero sistema imprenditoriale.

Lotta all’evasione fiscale: La Giunta Maroni vorrebbe puntare sulla lotta all’evasione grazie anche ai Comuni. Dal 2012 e fino al 2017, ogni ente locale che promuove azioni di successo contro l’evasione fiscale è premiato con la stessa quantità di denaro che è riuscito a far emergere dall’illegalità. E’ una politica che purtroppo si concentra solo sulla capacità delle amministrazioni locali. Siamo ancora lontani da politiche regionali serie di lotta all’evasione.

La collaborazione avviata con l’Agenzia delle Entrate non ha ad oggi prodotto gli effetti sperati, essendosi registrata una contrazione delle entrate da evasione fiscale come riscontrabile nel bilancio.

Di fatto, il recupero delle somme evase si basa su tributi erariali e non comunali, con la conseguenza che l’attività di riscossione da parte dell’ente locale risulta particolarmente gravosa per l’assenza di un potere sanzionatorio in capo allo stesso che consenta all’amministrazione di perseguire in maniera efficace l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale. A ciò si aggiunge il rischio che l’obiettivo di rimpinguare le casse comunali si ripercuota sul buon andamento e sul regolare funzionamento dell’attività amministrativa locale, spesso già a corto di risorse a causa dei continui tagli operati a livello centrale, che verrebbe oberata da funzioni che dovrebbero rimanere piuttosto in capo all’Agenzia delle Entrate.

Al riguardo, vale la pena evidenziare come anche nell’ultimo Defr (Documento di economia e finanza regionale), documento programmatorio fondamentale da cui discendono i principali atti strategici della Regione, manchi una visione strategica regionale che punti su iniziative concrete di contrasto all’evasione fiscale. A livello di programmazione economico-finanziaria la Giunta Maroni non sembra avere cognizione della situazione contabile che ha invece fortemente condizionato la stesura del bilancio, imponendo per i prossimi esercizi forti contrazioni agli investimenti. In materia di lotta all’evasione fiscale viene dato risalto alla collaborazione con l’Agenzia delle Entrate nell’ottica del recupero di nuove risorse, così come viene menzionato l’abbandono di Equitalia sul fronte della riscossione delle entrate coattive, ma non c’è alcun cenno sulla contrazione delle entrate da evasione fiscale che già abbiamo riscontrato nel progetto di bilancio.

Per quanto riguarda la riscossione dei tributi a livello regionale, non si è individuato nessun ente pubblico regionale, ma una società privata con funzione di concessionaria di riscossione.

Patto di stabilità: Nel 2016 non c’è stata una riproposizione del patto incentivato: la norma che aveva introdotto tale beneficio, a favore non solo dei Comuni, ma anche delle Regioni, ha esaurito la sua efficacia nel 2015. Ciò non toglie che Regione Lombardia, così come hanno fatto altre Regioni, avrebbe potuto, ugualmente, mettere a disposizione un adeguato plafond destinato a finanziare i piccoli Comuni.

Continuiamo a ritenere necessario che Regione Lombardia preveda degli spazi finanziari adeguati perlomeno a favore dei piccoli comuni (quelli sotto i mille abitanti) per fare fronte agli impegni di spesa assunti negli anni durante i quali non erano sottoposti al patto di stabilità ed evitare così che vengano ulteriormente penalizzati in questo periodo di estrema difficoltà.

Opposizione
Raffaele Straniero
Consigliere Gruppo Partito Democratico Lombardia
Raffaele Straniero nasce a Lecco il 2 maggio 1955. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1982, svolge la professione di dottore commercialista. Dal 1980 al 1995 è assessore del Comune di Oggiono e si occupa di bilancio, sport e personale. Nel 1995 viene eletto sindaco, carica che ricopre per due mandati. Nel 2010 entra nella Segreteria Provinciale PD. Dal 2013 è consigliere regionale e componente della “I Commissione – Programmazione e bilancio” e della “V Commissione – Territorio e infrastrutture”.
Nina Celli, 23/05/2017

Mi pare evidente la notevole distanza fra quanto promesso e quanto attuato al riguardo dal governo regionale. Non si discute tanto il fatto che negli ultimi anni sarebbe stato complicato trovare le risorse per una riduzione dell’aliquota IRAP o delle addizionali IRPEF, quanto piuttosto l’enfatizzazione di promesse che la Giunta Regionale non è stata assolutamente in grado di mantenere! Una conferma si registra anche dalle ultime uscite sulla stampa dove per convincere i lombardi della bontà del referendum sull’autonomia, Maroni evidenzia come in caso di vittoria 27 miliardi dei 54 di residuo fiscale resteranno in Lombardia. Ma non dovevamo trattenere il 75%?

Opposizione
Enrico Brambilla
Presidente Gruppo Partito Democratico Lombardia
Enrico Brambilla nasce il 25 dicembre 1954 a Vimercate e si laurea in lettere moderne all'Università Statale di Milano. Si diploma anche in ragioneria, iscrivendosi poi all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Monza e della Brianza ed al Registro dei Revisori legali. Dal 1997 al 2006 è sindaco di Vimercate alla guida di una giunta composta da DS, Margherita e Lista Civica per Vimercate. Dal 2008 al 2010 ricopre la carica a di primo segretario provinciale del Partito Democratico. Viene poi nominato per due volte consecutive Consigliere Regionale per il PD nella circoscrizione elettorale di Monza e della Brianza. Fa parte della Direzione Regionale Lombarda del Partito Democratico.
Nina Celli, 02/08/2016

Promessa: Azzeramento dell’Irap e definizione di una moratoria in accordo con lo Stato, per un periodo di 3 anni, che consenta di far diventare la Lombardia una no tax area per chi crea valore.
Commento: Questo lo ha fatto il governo Renzi, non lo ha fatto Maroni. Anche qui, molte delle promesse fatte a suo tempo da Maroni riguardavano ambiti su cui la regione Lombardia non ha pieni poteri. L’Irap è un’imposta nazionale che le regioni possono in parte rimodulare. Ma in una parte tutto sommato modesta. Il vero taglio all’Irap è avvenuto nel governo Renzi che ha deciso di non assoggettare più all’Irap quella parte di imponibile legato ai costi del lavoro dipendente a tempo indeterminato. Quella è stata la vera riduzione dell’Irap. Per il resto, ripeto, il fatto che la regione in alcuni ambiti, utilizzando quei pochi strumenti a disposizione, ne abbia ridotto ulteriormente l’importo riguarda una percentuale complementare.

Promessa: Moratoria per tre anni da tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici delle imprese […], fatto salvo quelli che hanno impatto immediato e diretto sui diritti della persona e dell’ambiente.
Commento: No, in questo caso è stata fatta una legge di semplificazione. Anche la legge sulla manifattura 2.0 contiene alcuni elementi di parziale e modesta semplificazione. Siamo ancora ben lontani e basterebbe chiedere a qualsiasi imprenditore se si ritiene soddisfatto. Anzi, in alcuni ambiti devo dire che si è andato a gravare ulteriormente di adempimenti amministrativi e burocratici chi fa impresa. Penso soprattutto ad alcuni settori del piccolo commercio che hanno avuto alcuni elementi aggravati, soprattutto laddove parliamo di iniziative che abbiano a che fare con la multietnicità o con la vendita di prodotti accostabili ad alcune categorie di imprenditori non italiani, ai quali si cerca sempre di rendere più difficile la vita.

Promessa: Trattenere almeno il 75% delle tasse in Lombardia significa avere 16 miliardi di euro in più all’anno, 50 milioni al giorno!
Commento: No, perché questa promessa agiva su un ambito non di sua diretta disponibilità, perché per poter trattenere questa somma avrebbe dovuto trovare un assenso e una copertura da parte del governo. E soprattutto perché non ha fatto nulla che andasse in questa direzione. L’unica cosa che ha fatto per cominciare ad agitare un po’ le acque e per darsi una copertura da un punto di vista formale è stato far votare nel mese di marzo dello scorso anno (2015) dal Consiglio Regionale il via libera ad un’ipotesi referendaria che rivendicasse maggior autonomia per la Lombardia. Dopodiché, si è ben guardato, da allora ad oggi, di formalmente indire questa consultazione. Non solo, con l’ultima manovra della scorsa settimana (fine luglio, n.d.r.) ha rinviato a tutto il 2017 il termine entro il quale poter avviare questa cosa. Una consultazione peraltro, dal nostro punto di vista, non necessaria per poter già avviare una contrattazione con il governo per maggiori forme di autonomia come prevede la Costituzione vigente. Ma una consultazione che ha voluto cavalcare per presentarsi al tavolo delle trattative a sua detta forte di un mandato popolare. Così facendo sta continuamente rinviando l’attivazione di questo tavolo di confronto e quindi conseguentemente non è riuscito ad ottenere alcun risultato per tradurre, almeno in parte, in pratica quella che era evidentemente una promessa non mantenibile. Perché trattenere il 75% delle tasse in Lombardia vorrebbe dire, sostanzialmente, spaccare l’unitarietà dello Stato italiano: vorrebbe dire andare oltre l’autonomia verso una vera e propria secessione.

Promessa: Fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione.
Commento: No, anche in questo caso stiamo sempre parlando di proposte che la Regione Lombardia può al massimo rivolgere al governo nazionale perché la fiscalità unica di cui dispone direttamente è la fiscalità del Bollo Auto. L’unica imposta veramente federale. Su questa – è vero – è stata adottata un’iniziativa, con una riduzione del 10% del bollo auto, per evitare la fuga delle flotte aziendali e il trasferimento in altre regioni della loro iscrizione al pubblico registro automobilistico per pagare un bollo auto minore. Però, stiamo sempre parlando di importi modesti e di una imposta appunto molto parziale. La vera fiscalità di vantaggio sulla delocalizzazione deve essere frutto di accordi di programma con il Ministero per la creazione di vere e proprie ZES (zone ad economia semplificata), ma su questo è stata avviata una proposta per le zone di confine e poco più.

Opposizione
Gianmarco Corbetta
Consigliere Gruppo M5s Lombardia
Gianmarco Corbetta nasce nel 1972 a Bovisio Masciago, in provincia di Monza e Brianza, dove tutt'ora vive. Laureato in Scienze Politiche ha lavorato fino al 2013 presso una società di consulenza di Milano nel settore delle risorse umane. Nel 2007 diventa membro del Meetup Amici di Beppe Grillo e dal 2008 è attivista. Si iscrive al Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita, il 4 ottobre 2009.
Nina Celli, 27/09/2016

Promessa: Azzeramento dell’Irap e definizione di una moratoria in accordo con lo Stato, per un periodo di 3 anni, che consenta di far diventare la Lombardia una no tax area per chi crea valore.
Commento: L’Irap continua ad essere viva e vegeta e le imprese ringraziano, come riportato sul sito della Regione Lombardia, nella sezione dedicata.

Promessa: Moratoria per tre anni da tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici delle imprese […], fatto salvo quelli che hanno impatto immediato e diretto sui diritti della persona e dell’ambiente.
Commento: Anche questa misura non esiste. Maroni, al massimo, ha lanciato insieme al sistema camerale gli “angeli anti burocrazia” che cercano di risolvere eventuali problemi delle aziende. Ma di qui alla moratoria ne passa.

Promessa: Trattenere almeno Il 75% delle tasse In Lombardia significa avere 16 miliardi di euro in più all’anno, 50 milioni al giorno!
Commento: Questa promessa è la misura del vuoto pneumatico dell’attività del Presidente Maroni, dato che non dipende certo dalla Regione la fissazione delle quote di tasse da trattenere. L’ultima segnalazione che siamo riusciti a reperire su questa boutade è nell’articolo Maroni: “Sul 75% delle tasse a noi non c’è nessun passo indietro”, apparso su “L’Eco di Bergamo” nel quale il presidente dice “nessun passo indietro”. Peccato che non abbia fatto alcun passo avanti limitandosi a starsene fermo o affibbiando al Governo, che ha gravi responsabilità nei tagli delle risorse alla regione, tutta la responsabilità della sua inazione. Anche il referendum consultivo per l’attribuzione di maggiore autonomia alla Regione Lombardia, approvato ormai molto tempo fa in Consiglio Regionale, non è ancora stato indetto da Maroni.

Promessa: Fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione.
Commento: Con la legge regionale per la competitività approvata nel febbraio 2014, 11/2014 ‘Impresa Lombardia’, a sostegno delle imprese che non delocalizzano, Maroni ha provato a mettere una pezza alla fuga di aziende dal nostro territorio.  Ma i risultati sono miseri. Giusto due esempi. Sembrerebbero intenzionate a delocalizzare due aziende storiche nel tessuto lombardo, Candy a Brugherio (Delocalizzazione Candy, 2 ore di sciopero dei lavoratori, “Il Giorno”, 11 luglio 2016) e Italcementi a Bergamo (Fabio Savelli, “Vuoi il lavoro? Vai a Heidelberg”, “Corriere della Sera”, 8 giugno 2016). Se andassero via sarebbe un disastro per decine e decine di famiglie. È vero, sono anche numerosi i tavoli aperti in Regione con le aziende in crisi, ma evidentemente, se dopo tre anni di mandato di Maroni le aziende prevedono ancora la delocalizzazione, le misure assunte dalla sua Maggioranza vanno giudicate come gravemente insufficienti.

 

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 10/02/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non presenti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo il gruppo Lega Lombarda – Lega Nord – Padania (presidente Massimiliano Romeo).

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: Con Ambrosoli presidente – Patto Civico (presidente Roberto Bruni); Forza Italia (presidente Claudio Pedrazzini); Gruppo Misto (presidente Maria Teresa Baldini); Lombardia Popolare (presidente Angelo Capelli); Maroni presidente (presidente Stefano Bruno Galli).

Hanno declinato l’invito a intervenire i gruppi Fratelli d’Italia (presidente Riccardo De Corato) e Partito dei Pensionati (presidente Elisabetta Fatuzzo).