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Roberto Maroni
Presidente Regione Lombardia

Famiglia, welfare e sanità – Lombardia scuola di welfare

 Famiglia e welfare

  • Promuovere e garantire, attraverso un sempre più adeguato sistema di accreditamento e controllo, una rete di unità di offerta qualificata, la presa in carico globale della persona e della famiglia;
  • Sviluppare ulteriormente la Legge regionale sulla famiglia, con il particolare intento di promuovere l’associazionismo, spingere maggiormente sulla costruzione di reti di auto mutuo aiuto, creare progetti di risposta alle varie e mutevoli esigenze familiari ed estendendo l’applicazione del Fattore Famiglia lombardo;
  • Rispetto all’ISEE, la scala di equivalenza del FFL considera una pluralità di elementi, tra cui: maggior peso al numero dei componenti del nucleo familiare; presenza di figli in età di studio; casi di mono-genitorialità o vedovanza; presenza di persone invalide o con disabilità; computo dell’affidamento familiare; computo delle situazioni di difficoltà occupazionale;
  • Facilitazione ed esenzioni per tutte le famiglie con 3 o più figli;
  • Garantire l’integrazione di risorse da erogare alla famiglia quale unica destinataria di tutte le politiche di welfare, evitando così le potenziali duplicazioni di spesa derivanti dall’attuale frammentazione gestionale e finanziaria; sarà prioritario sostenere anche i coniugi separati con difficoltà economiche;
  • Semplificare l’accesso ai servizi tramite lo Sportello Unico per il Welfare;
  • Affrontare in modo trasversale e multidimensionale il tema della disabilità estendendo il Piano d’Azione Regionale 2010-2020 per le persone con disabilità a tutta la Pubblica Amministrazione lombarda;
  • Avere cura dei nostri anziani potenziando gli interventi domiciliari, valorizzando e sostenendo l’invecchiamento attivo come risorsa per tutta la comunità;
  • Estendere e potenziare l’applicazione del Piano Regionale delle Dipendenze ponendo particolare attenzione alle nuove dipendenze (gioco d’azzardo, internet);
  • Promuovere interventi finalizzati alla protezione, alla cura e al sostegno delle vittime di violenza, con particolare riguardo alle donne;
  • Proseguire nell’evoluzione dei consultori familiari in centri per la famiglia, quali luoghi che garantiscano la presa in carico globale della persona, della famiglia e delle donne;
  • Affrontare la necessità di formare le nostre giovani generazioni al lavoro ed alla partecipazione;
  • Proseguire nel sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, continuando l’esperienza del fondo Nasko e anche attraverso la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita; valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono questo tipo di servizi; incentivare in ogni modo la contrattazione decentrata e di secondo livello […] rafforzare la presenza degli asili nido;
  • Orientare in chiave regionale l’azione di INPS e INAIL […] omogeneizzare i criteri d’accesso alle prestazioni e mettere in relazione tra loro i diversi livelli istituzionali (INPS, Regione, Comuni, Asl, ecc); intendiamo anche sostenere la creazione di fondi integrativi pensionistici;
  • […] rafforzamento di programmi di mediazione familiare volti a sviluppare l’esercizio del ruolo genitoriale e a prevenire situazioni di conflitto durante la separazione, un aiuto alla residenzialità nel momento in cui uno dei coniugi deve allontanarsi dalla dimora coniugale, un sostegno economico che può essere utilizzato delle famiglie in questo particolare momento di difficoltà e che potrebbe riguardare anche l’anticipo dell’assegno di mantenimento fino a 18 mensilità;
  • Rifinanziamento e rafforzamento del Buono Scuola.

In particolare ci impegniamo a realizzare quanto segue:

  • Istituzione di uno specifico punteggio premiale per l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare;
  • Sostegno al reddito tramite apposito fondo regionale di nuova istituzione per genitori separati, che aiuti i papà separati a sostenere il nuovo affitto e a mantenere i figli anche in caso di perdita del lavoro;
  • Accordi con l’ufficio scolastico regionale per sensibilizzare i docenti ai diritti dei genitori separati;

Sanità

  • Riorganizzare numero e funzioni di Aziende Sanitarie Locali (ASL) e Aziende Ospedaliere (AO) per rendere la rete sanitaria ancora più aperta e interconnessa, razionalizzare le spese di gestione ed evitare inutili doppioni;
  • Differenziare la rete di offerta sociosanitaria secondo il criterio dell’intensità di cura […] verranno promosse strutture di ricovero intermedie tra ospedale e domicilio o altri livelli di cura sanitari (riabilitazione) o sociosanitari (assistenza domiciliare, hospice, RSA), mettendo in atto una più approfondita valutazione del bisogno che identifichi classi omogenee di utenti per livello di gravità;
  • Sviluppare un modello di assistenza a rete delle strutture ospedaliere per la cura di patologie rilevanti, che divengano punti di eccellenza nazionali e internazionali;
  • Ridurre ulteriormente le liste di attesa attraverso la maggiore specializzazione degli ospedali;
  • Promuovere la sempre maggiore appropriatezza gestionale degli erogatori e identificare costi standard uniformi per l’acquisto e l’erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari;
  • Incentivare l’associazionismo tra medici e la fornitura delle prestazioni di base, con un potenziamento dei presidi territoriali che garantisca la continuità e l’integrazione di tutti i servizi di assistenza;
  • Introdurre la contrattazione regionale per i medici lombardi basata su un sistema premiante che valorizzi merito e professionalità e sull’offerta di nuove opportunità ai giovani specializzandi;
  • Sostenere l’innovazione tecnologica di impianti e apparecchiature […] potenziare telemedicina e integrazione home-hospital valorizzando le funzioni della CRS;
  • Potenziare il ruolo delle Farmacie quale luogo di fornitura di servizi e prestazioni a bassa intensità;
  • Favorire sempre nuove iniziative di prevenzione in ogni fascia d’età;
  • Promuovere nuovi screening gratuiti di diagnosi precoce;
  • Implementare a tutta la Regione il numero unico di accesso all’emergenza 112;
  • Favorire la nascita di cluster sanitari […] e di poli industriali nel mondo farmaceutico, biomedicale e biotech;
  • Implementare e valorizzazione sistemi di controllo per la sicurezza degli animali destinati alla produzione alimentare tipica. Promuovere azioni decise per la prevenzione del randagismo e di contrasto all’abbandono.
Governo
Roberto Maroni
Presidente Regione Lombardia
Roberto Maroni è un politico italiano, leader della Lega Nord, di cui è stato co-fondatore, insieme a Umberto Bossi, nel 1989. Eletto la prima volta alla Camera nel 1992, Maroni è stato il “delfino” di Bossi, succedendogli come leader della Lega e rivestendo importanti incarichi di governo.
Nina Celli, 15/02/2017

Promessa: Sviluppare ulteriormente la Legge regionale sulla famiglia, con il particolare intento di promuovere l’associazionismo, spingere maggiormente sulla costruzione di reti di auto mutuo aiuto, creare progetti di risposta alle varie e mutevoli esigenze familiari ed estendendo l’applicazione del Fattore Famiglia lombardo.
Commento: La Dgr 3.233 del 6 marzo 2015 individua servizi, interventi e prestazioni di welfare da sottoporre alle differenti tipologie di ISEE, riorganizzando gli interventi fiscali a favore delle famiglie. Stiamo anche lavorando al Fattore Famiglia Lombardo. Il testo è al vaglio della III Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale, ed è calendarizzato per l’Aula il prossimo 14 marzo.

Promessa: Proseguire nel sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, continuando l’esperienza del fondo Nasko e anche attraverso la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita; valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono questo tipo di servizi; incentivare in ogni modo la contrattazione decentrata e di secondo livello […] rafforzare la presenza degli asili nido.
Commento: Il Fondo Nasko è stato implementato nel nuovo bonus famiglia all’interno del pacchetto di misure del Reddito di Autonomia, che prevede un contributo di 150 euro al mese partendo dai sei mesi prima della nascita del figlio fino ai sei mesi di vita, per un importo massimo di 1.800 euro.
Il requisito è la residenza in Lombardia da almeno 5 anni e indicatore ISEE sotto i 20mila euro.

Promessa: Rifinanziamento e rafforzamento del Buono Scuola.
Commento: Rifinanziato per tutti gli anni di legislatura. Misura destinata a studenti residenti in Lombardia, iscritti e frequentanti corsi a gestione ordinaria presso scuole elementari, medie e superiori, paritarie e statali che applicano una retta di iscrizione e frequenza.
Il nucleo familiare richiedente deve avere una certificazione ISEE inferiore o uguale a € 42.000.
Il valore del buono è determinato in base all’ISEE e all’ordine di scuola frequentata, privilegiando le fasce deboli.

Promessa: Riorganizzare numero e funzioni di Aziende Sanitarie Locali (ASL) e Aziende Ospedaliere (AO) per rendere la rete sanitaria ancora più aperta e interconnessa, razionalizzare le spese di gestione ed evitare inutili doppioni.
Commento: La riforma sociosanitaria approvata nell’estate del 2015 è il fiore all’occhiello dell’attività riformista del mio governo. Dopo un lungo confronto con associazioni e stakeholders siamo giunti ad approvare un testo che anche il Ministero della Salute ha definito “innovativo” e, di fatto, non ha impugnato davanti alla Consulta. Siamo passati da un sistema di cura dei cittadini, a un sistema di presa in carico dei cittadini, da “to cure” a “to care”. L’evoluzione dei pazienti e la cronicità delle malattie di una popolazione sempre più longeva sono alla base del bisogno di cambiare il nostro sistema che mantiene comunque i pilastri della libertà di scelta e del partenariato pubblico-privato. Altra grande novità è la forte territorializzazione che abbiamo dato alla nostra riforma con la nascita delle nuove Azienda di Tutela della Salute (ATS) che hanno il ruolo di governo e committenza, e sono le articolazioni amministrative della Regione proiettate nei territori, e le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), ossia delle strutture pubbliche della sanità lombarda. Infine, abbiamo creato l’Assessorato al Welfare che riassume le deleghe appartenute in passato agli assessorati alla salute, e all’assessorato alla famiglia, solidarietà sociale e volontariato.

 

 

Maggioranza
Antonio Saggese
Consigliere del Gruppo Maroni Presidente
Nato a Milano il 26 luglio 1967, diplomato presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Cologno Monzese, nel 1987 lavora presso un Istituto Bancario milanese, dove ricopre il ruolo di Manager e nel 2005 costituisce l’Associazione Papà separati Lombardia Onlus. Nel 2013 viene eletto consigliere regionale; è membro della I Commissione permanente - Programmazione e bilancio; della III Commissione permanente - Sanità e politiche sociali e della Commissione speciale antimafia. È primo firmatario del progetto di legge regionale n. 0049 – “Norme a tutela dei genitori separati e/o divorziati e dei loro figli”.
Nina Celli, 10/07/2017

Promessa: Istituzione di uno specifico punteggio premiale per l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare.

Commento: Su questo tema siamo intervenuti affrontando una questione specifica, che è quella rappresentata dai genitori separati. Il regolamento regionale ha previsto l’inserimento all’interno della graduatoria di tutti quei genitori separati che in virtù del provvedimento dell’autorità giudiziaria non possono più utilizzare la casa coniugale ancorché di loro proprietà. In passato accadeva che, essendo proprietari della casa coniugale di cui non risultavano essere più assegnatari, perché l’Autorità giudiziaria provvede ad assegnare la casa ai figli e al coniuge con il quale i figli continuano a convivere, restando la proprietà, di fatto non potevano partecipare all’assegnazione di alloggi popolari.
Noi abbiamo equiparato la sentenza di separazione – che prevede l‘assegnazione della casa coniugale, ancorché di proprietà, all’altro genitore al quale vengono affidati o collocati i figli – con lo sfratto esecutivo. Questo ha determinato l’assegnazione di un punteggio premiale per tutti quei genitori che si trovano in quella determinata fattispecie e sono stati considerati ai fini della graduatoria né più né meno come sono considerate le famiglie con sfratto esecutivo.

 

Promessa: Sostegno al reddito tramite apposito fondo regionale di nuova istituzione per genitori separati, che aiuti i papà separati a sostenere il nuovo affitto e a mantenere i figli anche in caso di perdita del lavoro.

Commento: Un ulteriore intervento che è stato previsto dalle politiche attuate in Regione Lombardia è quello del sostegno economico. Il punto precedente, unitamente a questo secondo, sono contenuti all’interno di un progetto di legge, diventata poi legge, di cui sono stato io primo firmatario.
Oltre all’equiparazione della sentenza di separazione con lo sfratto esecutivo, in maniera tale che generalmente i papà separati che restano senza casa possono accedere al patrimonio pubblico, i genitori separati sono sostenuti anche economicamente.
I genitori separati, che in virtù della separazione vivono delle situazioni di fragilità comprovate dal reddito ISEE, sono riusciti a ottenere un sussidio economico caratterizzato da un contributo di 400€ mensili per 6 mesi, quindi, complessivamente, 2400€. Ora, se l’intervento per il punteggio premiale per l’assegnazione delle case popolari era un intervento che, vista la statistica delle separazioni, di fatto era indirizzato principalmente alla figura del padre, perché è colui che resta senza casa, questo secondo punto ha riguardato i papà ma anche le mamme. Tant’è vero che sono state messe a disposizione, dal 2013 al 2016, 10 milioni di euro. L’86% delle persone sostenute con questa tipologia di contributo sono state mamme separate, e un 14%, invece, papà, tenendo presente che i bandi, per come sono stati strutturati, permettevano l’accesso sia dei papà sia delle mamme.
Non vi è stata nessuna esclusione, tutti coloro che hanno partecipato, facendo la loro domanda, sono soggetti che avevano i requisiti richiesti dal bando. Quindi, con il primo intervento abbiamo affrontato una situazione abitativa che è più tipica del papà separato, con il secondo intervento – pur essendo il bando rivolto sia all’uno sia all’altro genitore – di fatto ha permesso poi di sostenere nell’86% dei casi, invece, le mamme separate.

 

Promessa: Accordi con l’ufficio scolastico regionale per sensibilizzare i docenti ai diritti dei genitori separati.

Commento: Su questo punto abbiamo approvato, in Regione Lombardia, una mozioni di cui sono stato primo firmatario.
Tale mozione era indirizzata all’Ufficio Scolastico Regionale con l’obiettivo di assicurare il diritto alla bigenitorialità dei minori, attraverso la fornitura delle informazioni riguardanti il rendimento scolastico, le pagelle, il colloquio con i genitori, quindi la fornitura di una serie di informazioni che riguardano il curriculum scolastico del minore a entrambi i genitori.
Pertanto, ci siamo sforzati nel ribadire questo aspetto presso l’istituzione scolastica lombarda.

 

Opposizione
Sara Valmaggi
Vicepresidente Regione Lombardia
Sara Valmaggi nasce a Milano il 25 agosto 1968. Dopo il diploma si inserisce nel mondo del lavoro e viene assunta al Comune di Rozzano tramite concorso, per il quale si occupa di lavoro e politiche femminili. Inizia la carriera politica con i Ds, fino a diventare segretaria cittadina del partito e assessore comunale all’Educazione, cultura, sport, giovani e tempi della città. Viene eletta nel 2005 al Consiglio regionale e riconfermata nel 2010 e nel 2013. Dal 2011 è vicepresidente del Consiglio regionale.
Nina Celli, 22/05/2017

Famiglia e welfare
In merito al promuovere e garantire, attraverso un sempre più adeguato sistema di accreditamento e controllo, una rete di unità di offerta qualificata, la presa in carico globale della persona e della famiglia non c’è stata alcuna rivisitazione delle unità di offerta in campo sociosanitario. Anzi negli anni della legislatura la delibera annuale delle regole di gestione del sistema sociosanitario non ha permesso nuove contrattualizzazioni di servizi di presa in carico per anziani e disabili. Non sono stati istituiti sportelli unici per il welfare. A proposito del Piano regionale delle dipendenze non è vi è stata di fatto un’implementazione dei servizi di contrasto alle diverse dipendenze. Molti interventi, tra cui quelli di “riduzione del danno”, sopravvivono solo in progetti sperimentali reiterati, peraltro sostenuti da fondi europei. La promessa di revisione del sistema tariffario delle comunità di accoglienza non è stata mantenuta. Nonostante sia stata approvata una legge regionale di contrasto al gioco d’azzardo tale normativa non ha finora inciso abbastanza nell’implementazione dei servizi di contrasto alle ludopatie. Non c’è stata lacuna implementazione dei servizi consultoriali, soprattutto di quelli pubblici, che negli anni si sono viste sottrarre ulteriori risorse economiche e umane. L’unico atto amministrativo approvato riguarda le nuove contrattualizzazioni di servizi consultoriali privati, solo in alcune province. Per i Fondi Nako più che di un proseguimento dell’esperienza si deve parlare di una rivisitazione complessiva dell’intervento che ne ha limitato l’accesso ai soli residenti in Lombardia da almeno tre anni.

Sanità
A proposito dei primi due punti indicati bisogna sottolineare che la legge di riorganizzazione del servizio socio sanitario regionale è stata scorporata e trattata in momenti diversi. Il percorso di revisione ad oggi non è ancora concluso. Le strutture di ricovero intermedio, denominate Pot e Prest, ad oggi effettivamente attivate sono 7 su tutto il territorio regionale. Le liste d’attesa non sono state affatto ridotte e non vi è stata nemmeno una proposta di riorganizzazione del modello di presa in carico che possa portare a una loro riduzione effettiva. La sperimentazione dell’estensione oraria degli ambulatori non ha portato ad alcuna riduzione delle liste d’attesa e ad oggi non se ne conoscono i risultati reali. Non è stato formalizzato un accordo con le strutture ospedaliere private accreditate al fine di una gestione unitaria e condivisa delle liste d’attesa stesse. Sul fronte dei controlli della maggiore appropriatezza l’unico segnale è stato l’istituzione dell’Agenzia di controllo, realizzata grazie alla proposta delle opposizioni. Non ci risulta che Regione Lombardia abbia messo in campo strumenti per favorire l’aggregazione dei medici di famiglia.  Al contrario credo sia ancora aperto un contenzioso con le associazioni più rappresentative dei medici stessi. Sulla contrattazione regionale per i medici lombardi basata su un sistema premiante che valorizzi merito e professionalità e sull’offerta di nuove opportunità ai giovani specializzandi non è stato fatto nulla. Ma non solo. La parte della legge di riorganizzazione del sistema sanitario che riguarda i rapporti con le università non è ancora stata trattata in Commissione. La carta dei servizi, che è costata   un miliardo e mezzo di euro solo tra il 2002 e il 2011, ancora oggi non è attiva in rete per garantire i servizi minimi. Le strutture sanitarie non dialogano per via informatica e con un sistema operativo organico. Non c’è stata alcuna implementazione degli screening. L’adesione alle campagne resta bassa.  A quella per gli screening mammografici hanno aderito finora solo 68 donne su 100, con punte più basse in alcune zone come Varese, dove la percentuale è del 57%. La campagna di screening mammografico è rivolta alle donne tra i 50 e i 69 anni e non è stata estesa, come consigliato dalle Linee guida della Conferenza stato regioni alle donne tra i 45 e i 74 anni. L’implementazione della rete di prevenzione, almeno dal punto di vista dei principi, è stata garantita dall’accoglimento della proposta delle minoranze nel testo di riordino. Tuttavia l’impegno sanitario preso in legge di destinare il 5% del bilancio alla prevenzione è lontano dall’essere raggiunto. A proposito del favorire la nascita di cluster sanitari […] e di poli industriali nel mondo farmaceutico, biomedicale e biotech devo notare che, fatta salva l’approvazione di una generica legge di implementazione del sistema della ricerca lombarda, un’effettiva rete di centri di ricerca e innovazione non è stata realizzata. In campo solo la prospettiva di Human technopole, proposta e sollecitata dal Governo nazionale e la realizzazione della Città della salute e della ricerca, impegno già sottoscritto dalla precedente legislatura. In tema di prevenzione del randagismo l’unica azione della giunta è stata quella di tentare di rivedere la legge di contrasto al randagismo, limitando il ruolo delle associazioni.

 

 

 

 

Opposizione
Enrico Brambilla
Presidente Gruppo Partito Democratico Lombardia
Enrico Brambilla nasce il 25 dicembre 1954 a Vimercate e si laurea in lettere moderne all'Università Statale di Milano. Si diploma anche in ragioneria, iscrivendosi poi all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Monza e della Brianza ed al Registro dei Revisori legali. Dal 1997 al 2006 è sindaco di Vimercate alla guida di una giunta composta da DS, Margherita e Lista Civica per Vimercate. Dal 2008 al 2010 ricopre la carica a di primo segretario provinciale del Partito Democratico. Viene poi nominato per due volte consecutive Consigliere Regionale per il PD nella circoscrizione elettorale di Monza e della Brianza. Fa parte della Direzione Regionale Lombarda del Partito Democratico.
Nina Celli, 02/08/2016

Promessa: Sviluppare ulteriormente la Legge regionale sulla famiglia, con il particolare intento di promuovere l’associazionismo, spingere maggiormente sulla costruzione di reti di auto mutuo aiuto, creare progetti di risposta alle varie e mutevoli esigenze familiari ed estendendo l’applicazione del Fattore Famiglia lombardo.
Commento: Non realizzata.

Promessa: Facilitazione ed esenzioni per tutte le famiglie con 3 o più figli.
Commento: Qui sono state introdotte alcune misure di carattere temporaneo e, naturalmente, quel “tutte le famiglie” va letto come “tutte le famiglie” al di sotto di una certa fascia di reddito, perché si tratta sempre di misure selettive dal punto di vista della redditualità e con una durata limitata nel tempo, il che ha creato non poche contraddizioni, con bonus dati ad alcuni e non ad altri.

Promessa: Proseguire nel sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, continuando l’esperienza del fondo Nasko e anche attraverso la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita; valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono questo tipo di servizi; incentivare in ogni modo la contrattazione decentrata e di secondo livello […] rafforzare la presenza degli asili nido.
Commento: Anche in questo caso, a suo tempo, criticammo un po’ la costituzione del Fondo Nasko. Dopodiché, riteniamo in questo caso che possa essere correttamente mantenuto a condizione che non ci siano poi dei cambiamenti repentini di rotta, come si sono verificati nel momento in cui i maggiori beneficiari di questa misura erano famiglie di extracomunitari o comunque famiglie provenienti dall’estero. Per cui, paradossalmente, abbiamo dovuto noi chiedere che questa esperienza venisse mantenuta e rafforzata a fronte di un raffreddamento da parte della giunta.

Promessa: Rifinanziamento e rafforzamento del Buono Scuola.
Commento: Qui diciamo che siamo di fronte ad una scelta peraltro da noi poco condivisa, nel senso che abbiamo sempre mirato più che a buoni di carattere personale, che poi vanno a vantaggio sistematicamente dell’istruzione privata, al rafforzamento dell’offerta formativa della scuola pubblica. In questo caso, siamo di fronte ad una scelta politica da noi non condivisa, come in parte – anticipo – quella di continuare l’esperienza del Fondo Nasko.

 

 

Opposizione
Gianmarco Corbetta
Consigliere Gruppo M5s Lombardia
Gianmarco Corbetta nasce nel 1972 a Bovisio Masciago, in provincia di Monza e Brianza, dove tutt'ora vive. Laureato in Scienze Politiche ha lavorato fino al 2013 presso una società di consulenza di Milano nel settore delle risorse umane. Nel 2007 diventa membro del Meetup Amici di Beppe Grillo e dal 2008 è attivista. Si iscrive al Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita, il 4 ottobre 2009.
Nina Celli, 27/09/2016

Promessa: Sviluppare ulteriormente la Legge regionale sulla famiglia, con il particolare intento di promuovere l’associazionismo, spingere maggiormente sulla costruzione di reti di auto mutuo aiuto, creare progetti di risposta alle varie e mutevoli esigenze familiari ed estendendo l’applicazione del Fattore Famiglia lombardo.
Commento: Non mi risulta

Promessa: Facilitazione ed esenzioni per tutte le famiglie con 3 o più figli.
Commento: Maroni ha continuato nel solco tracciato da Formigoni sul welfare, con moderate facilitazioni per tutte le famiglie, indipendentemente dalle condizioni economiche delle stesse, invece di concentrarsi sulle famiglie numerose in difficoltà. Il problema inoltre è che ha messo una barriera d’ingresso alle politiche di welfare e cioè il criterio di residenza in Lombardia da 5 o più anni. È palese che questo requisito inaccettabile discrimina tra le famiglie.

Promessa: Proseguire nel sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, continuando l’esperienza del fondo Nasko e anche attraverso la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita; valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono questo tipo di servizi; incentivare in ogni modo la contrattazione decentrata e di secondo livello […] rafforzare la presenza degli asili nido.
Commento: La misura è stata rifinanziata nei primi anni di legislatura, la presenza di CL in Lombardia non è stata minimamente scalfita da Maroni. Il M5S è contrario ai fondi Cresco e soprattutto Nasko: la maternità delle madri va tutelata indipendentemente da una annunciata e certificata volontà di rinunciare all’aborto. Da quest’anno la maternità è sostenuta con il “bonus famiglia” che cancella l’obbrobrio dei fondi Nasko ma che risulta insufficiente rispetto all’aiuto che necessitano le poche famiglie che mettono al mondo figli in Lombardia.

Promessa: Rifinanziamento e rafforzamento del Buono Scuola.
Commento: È una promessa che ha mantenuto, rifinanziato e rafforzato la misura del Buono Scuola per le famiglie che scelgono le scuole private. Non ha fatto nulla d’innovativo per le famiglie che vanno alla scuola pubblica. Mettiamola così, sulla scuola un aiutino ai soliti privati la Lombardia non lo rifiuta mai.

 

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 10/02/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non presenti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo il gruppo Lega Lombarda – Lega Nord – Padania (presidente Massimiliano Romeo).

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: Con Ambrosoli presidente – Patto Civico (presidente Roberto Bruni); Forza Italia (presidente Claudio Pedrazzini); Gruppo Misto (presidente Maria Teresa Baldini); Lombardia Popolare (presidente Angelo Capelli); Maroni presidente (presidente Stefano Bruno Galli).

Hanno declinato l’invito a intervenire i gruppi Fratelli d’Italia (presidente Riccardo De Corato) e Partito dei Pensionati (presidente Elisabetta Fatuzzo).