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Nicola Zingaretti
Presidente Regione Lazio

La Regione che cura: le politiche sanitarie

  • Riteniamo necessario lavorare su alcune direttrici indispensabili: 1) potenziamento dei servizi territoriali; 2) passaggio a una rete di cure primarie con medici di famiglia associati, con la medicina specialistica, con la diagnostica, con i servizi infermieristici, con le strutture di riabilitazione; 3) assistenza a domicilio e nelle strutture residenziali e semi-residenziali.
  • Salute e benessere a partire dal territorio: potenziamento della risposta di prossimità alle esigenze di cura. Il nucleo di questa riorganizzazione è il distretto sociosanitario.
  • Rispondere alla non autosufficienza. Verso un modello per la long term care della Regione Lazio
    – La Regione Lazio può procedere alla costruzione di un sistema più avanzato […] attraverso: la progettazione personalizzata […]; l’anagrafe delle fragilità […]; la fissazione di criteri di concorrenza alla spesa; l’integrazione degli interventi; il potenziamento della rete delle strutture residenziali e semi-residenziali per lungo degenti […]che necessitano di osservazione e assistenza infermieristica in coordinamento con i medici di medicina generale.
  • Dall’emergenza del piano di rientro a una gestione bilanciata
    – Manager della Regione e delle aziende selezionati rigorosamente in base al merito, a curriculum d’eccellenza, verificabili da chiunque perché pubblicati in rete;
    – I manager e i direttori saranno sottoposti a sistema di valutazione.
  • Le leve del cambiamento
    – Va affrontato il nodo delle strutture sanitarie sottofinanziate o carenti di attrezzature e/o dispositivi medici;
    – Promuovere la partecipazione attiva del personale ai processi di programmazione dei servizi;
    – Elaborare un trasparente sistema del merito che valorizzi le competenze;
    – La Regione si impegna […] a portare nelle sedi di confronto nazionale il tema della responsabilità dei medici e degli altri operatori sanitari.
    Il patto con i cittadini fondato sul dialogo: l’apertura delle nuove strutture territoriali andrà di pari passo con il superamento delle precedenti realtà sanitarie;
    La partecipazione dei cittadini per una sanità più forte: vanno rese accessibili mediante internet le valutazioni che riguardano gli esiti dei trattamenti e la sicurezza delle strutture, le liste d’attesa, le informazioni sul funzionamento, il grado di umanizzazione, i giudizi e le indagini sulla qualità realizzate dai cittadini mediante l’audit civico, utilizzando i materiali dell’ASP e quelli dell’Agenas;
    – La Regione valorizzerà il ruolo della componente civica qualificata all’interno degli Organismi indipendenti di valutazione.
Governo
Nicola Zingaretti
Presidente Regione Lazio
Nicola Zingaretti nasce a Roma l’11 ottobre 1965. Nel 2000 è segretario dei Democratici di Sinistra della capitale. Nel 2004 con 213.000 voti viene eletto al Parlamento Europeo e alla presidenza della delegazione italiana del Partito Socialista Europeo. Nel 2007 vince le primarie, con 85,31% delle preferenze e 282.00 voti, e diventa Segretario del Partito Democratico nel Lazio e il 23 aprile dell’anno successivo diventa Presidente della Provincia di Roma. Il 24 e 25 febbraio 2013 si tengono le Elezioni regionali del Lazio e Nicola Zingaretti, a capo della coalizione di centro – sinistra, vince al primo turno, conquistando 28 seggi con il 40,65% delle preferenze e 1.330.398 voti.
Pierpaolo De Mejo, 28/10/2016

L’intervista è stata rilasciata dal consigliere Riccardo Valentini, in qualità di portavoce del governo Zingaretti. Riccardo Valentini, nato l’11 dicembre 1959 a Tuscania (VT), è componente del Comitato per i mutamenti climatici, che ha ricevuto il premio nel 2007, insieme all’ex vicepresidente americano Al Gore e ricercatore presso l’Università della Tuscia. È vicepresidente della VIII Commissione – Agricoltura, artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico; componente della II Commissione – Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori e della Giunta per il regolamento.
A premessa degli interventi, il consigliere Valentini ha dichiarato: “Quando ci siamo candidati per governare la Regione Lazio sapevamo che la situazione era difficile e le sfide che avevamo davanti apparivano proibitive. Ma avevamo la convinzione che cambiando tutto avremmo potuto riaccendere i motori dell’economia nella nostra regione e migliorare i servizi alle persone. Fin dal primo momento, quindi, ci siamo messi al lavoro per dimostrare che il Lazio può cambiare in meglio”.

L’altro grande fronte che abbiamo aperto nel Lazio è quello dell’innalzamento dei servizi alla persona. Stiamo ridisegnando completamente il sistema dell’assistenza sociosanitaria del Lazio, con l’obiettivo finale di stare più vicini alle persone e di rispondere adeguatamente ai loro diversi bisogni. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro: il debito – per il quale la sanità regionale è commissariata dal 2007 – era ancora di 669 milioni di euro nel 2013. Nel 2015 è sceso a 332 milioni: di fatto, dimezzato. Nel frattempo, i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) per la prima volta superano i 160 punti, che è la soglia minima prevista dallo Stato: nel 2013 eravamo a 157 punti, ora siamo arrivati a 168. Abbiamo cercato di creare una sanità più vicina alle persone e in questo senso le Case della Salute sono il nostro fiore all’occhiello. Sono nuove strutture in cui vengono erogati servizi sanitari di prossimità e presi in carico pazienti con patologie croniche come il diabete. Ne abbiamo già aperte 11 in tutto il Lazio, proseguiremo nei prossimi mesi con nuove aperture. Grazie all’accordo con i medici di medicina generale siamo partiti da Roma con l’apertura nei weekend e nei festivi di 17 poliambulatori. Oggi siamo a 25 ambulatori in tutto il Lazio. Hanno usufruito del nuovo servizio circa 80.000 cittadini.
E abbiamo avviato un grande programma sulle strutture sanitarie di Roma e del Lazio con i 12 Pronto soccorso interamente ristrutturati per il Giubileo. Il grande piano sull’edilizia sanitaria è uno dei pilastri dell’intesa che abbiamo sottoscritto qualche mese fa con il Governo. In particolare, per l’edilizia sanitaria abbiamo 264 milioni di investimenti bloccati da anni. Interventi strategici attesi da molto tempo come i lavori del Policlinico Umberto I, il completamento del nuovo Ospedale dei Castelli, l’ampliamento dell’Ospedale Grassi di Ostia. Dopo 10 anni di blocco del turn over, infine, la Regione Lazio è tornata ad assumere: da 63 assunzioni del 2013 siamo passati a 600 nel 2016.

Opposizione
Davide Barillari
Consigliere M5S Lazio
Nato a Milano il 26 febbraio 1974, Davide Barillari è stato eletto consigliere regionale del Gruppo M5S nelle elezioni del 24-25 febbraio 2013. È componente della III Commissione - Vigilanza sul Pluralismo dell'Informazione e della VII Commissione - Politiche Sociali e Salute.
Pierpaolo De Mejo, 03/08/2016

Sono mancati innanzitutto una programmazione adeguata e un dialogo con le parti sociali e con i lavoratori che sono i primi a subire tagli, blocco dei turnover. Personalmente, riscontro che i problemi degli ospedali di provincia sono gli stessi degli ospedali della città di Roma. La Sanità è diventata un bancomat di voti, di consensi, di appalti.
Noi abbiamo fatto partire tantissime denunce, penso all’Umberto I, allo Spallanzani, al San Giovanni, alle grosse strutture sanitarie che sono state gestite e continuano a essere gestite da persone che rispondono solo alla politica e ai partiti. E questo per la Sanità è un danno enorme. Un punto chiave che Zingaretti non ha affrontato, ma anzi ha contribuito a peggiorare, sono le nomine dei direttori generali, i capi responsabili delle ASL, e sotto le ASL poi c’è tutta la programmazione di intervento socio-territoriale e sugli ospedali. Queste cariche sono state assegnate a persone fedeli al partito. I risultati derivanti da queste scelte sono investimenti sbagliati, spesso su strutture a rischio chiusura. Addirittura le valutazioni sull’operato dei direttori generali sono stati falsati, prendendo come riferimento indicatori non standard, proprio per regalare a loro premi nonostante i risultati negativi.
Dunque poca programmazione, scarsità di controlli: e il privato su questo ci guadagna moltissimo. Una situazione delicata su cui non si vuole intervenire perché gli equilibri sono legati al potere dei consigli regionali sui vari territori, bacini di voti.
È il terreno su cui c’è più conflitto sociale, più scontro, il terreno su cui i cittadini soffrono di più. Ed è per noi la base su cui ricostruire questa Regione. I tempi di attesa, le code, le inefficienze, la qualità del servizio. La sanità per noi è la base per questa Regione. Proprio per le mancanze della giunta Zingaretti sull’argomento, a settembre partiremo con un progetto molto avanzato che si chiama Libro bianco 2018, una riforma completa della Sanità, un lavoro immane che durerà fino al 2018. E questo lo faremo con gli strumenti della democrazia digitale [Democrazia digitale o democrazia elettronica. In inglese e-democracy.  È la forma di democrazia diretta, che si avvale delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari o nella partecipazione politica, NdR]. Coinvolgeremo tutti gli esperti nazionali e regionali e gli operatori sanitari per scrivere una riforma della Sanità che implementeremo quando governeremo la Regione nel 2018.

Maggioranza
Michele Baldi
Presidente Gruppo Lista civica “Nicola Zingaretti”
Nato a Roma il 24 luglio 1954, eletto Consigliere regionale del Lazio nelle elezioni del 2013 e Capogruppo della Lista civica “Nicola Zingaretti”. È membro della Commissione consiliare Affari Comunitari e Internazionali, Cooperazione tra i Popoli e Tutela dei Consumatori, della Commissione consiliare Cultura, Diritto allo Studio, Istruzione, Pari Opportunità, Politiche Giovanili, Spettacolo, Sport e Turismo e della Commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale.
Pierpaolo De Mejo, 22/09/2016

La sanità è stato il settore che ci ha dato più pensieri sin dal nostro insediamento. Stiamo lavorando sodo per uscire dal commissariamento e i dati ci stanno dando ragione. Abbiamo abbattuto il debito sanitario, in un anno dimezzato il disavanzo. Un fatto storico. Il disavanzo del 2014 infatti è pari a 367 milioni di euro. Significa che in un anno è passato dai 669,6 milioni di euro a 356 milioni di euro. Al via quindi una nuova fase per dare nuovi servizi ai cittadini e per far funzionare a pieno regime la sanità, completamente riorganizzata. Abbiamo poi realizzato ambulatori di cure primarie. E’ una rivoluzione in campo sanitario che ho fortemente voluto in prima persona.
In campagna elettorale chiesi al Presidente Zingaretti un solo incontro per andare a vedere quello che succedeva in Piazza Istria, in un laboratorio dove medici di base coraggiosi, Fabio D’Andrea e Massimo Mei per citarne due, assistevano 10.000 codici bianchi che, diversamente, avrebbero gravato sui vari pronto soccorso. Appena eletto ho chiesto che quella strategia fosse applicata in tutti i municipi di Roma. E così è stato. Studi medici aperti dalle 8 alle 24, ovvero h 16, e 7 giorni su 7, mentre nelle ore notturne entra in campo il 118, e niente più file per pagare ticket e prenotare visite ai Centri unici di prenotazione (Cup): si potrà fare tutto direttamente nello studio medico.
L’idea di D’andrea e Mei poi è diventata addirittura una realtà nazionale. Con Zingaretti ci abbiamo creduto e ad ottobre del 2014 abbiamo avviato l’iter per farlo. Abbiamo poi aperto 11 Case della Salute in tutto il Lazio, una valida alternativa agli ospedali per i casi meno gravi. Stiamo recuperando l’ingiustizia di un sistema sanitario che per anni ha penalizzato le zone periferiche e le province e le case della salute rappresentano il cuore di questo processo di innovazione del sistema di cure che stiamo portando avanti.
Maggiori informazioni sui presidi si possono trovare su sito della Regione: http://www.retesalutelazio.it/rete-salute-lazio/it/ambulatori-di-cure-primarie/.
Abbiamo lottato poi fortemente contro il precariato con 1.200 assunzioni in 3 anni tra medici, infermieri e tecnici. Un fatto storico che sblocca una situazione ferma da circa 10 anni. Tutto questo è stato possibile anche in virtù del lavoro per il contenimento della spesa e per la riduzione del disavanzo.

Opposizione
Fabrizio Santori
Consigliere Fratelli d'Italia Lazio
Nato a Roma il 21 marzo 1976, appartiene al gruppo consiliare Fratelli d’Italia. È membro delle seguenti commissioni: VI Commissione - Ambiente, Lavori Pubblici, Mobilità, Politiche della casa e Urbanistica; I Commissione - Affari Costituzionali e Statutari, Affari Istituzionali, Enti Locali e Risorse Umane, Federalismo Fiscale, Sicurezza, Integrazione Sociale e Lotta alla Criminalità; Commissione consiliare speciale sulle Infiltrazioni mafiose e sulla Criminalità organizzata nel territorio regionale.
Pierpaolo De Mejo, 20/01/2017

Uno dei maggiori bluff del governatore riguarda la sanità, nello specifico le case della salute e i Punti di primo intervento. Due argomenti che ho avuto modo di approfondire e su cui ho depositato numerose interrogazioni con risposte disarmanti o elusive da parte dell’amministrazione Zingaretti. Le case della salute, annunciate nel 2013 come ‘una nuova rete sociosanitaria territoriale di cure primarie e di continuità assistenziale’ in realtà sono il paradigma dell’azione amministrativa del governatore del Lazio: annunci mirabolanti ai quali seguono disarmanti risultati. Dal 2013 al 2015 delle 22 Case della salute annunciate, ne sono state aperte solo 9 per un costo di 3 milioni e mezzo di euro. Dal 2015 ad oggi se ne sono aggiunte altre due. Per un totale di 11 case della Salute in 3 anni. Là dove sono state aperte, però, non sono mancate le bocciature da parte di sindacati dei medici o associazioni di utenti che argomentano le loro posizioni con un calo di interventi di pronto soccorso e un taglio a danno del numero dei medici specialisti in servizio sostituiti da personale medico ambulatoriale. Un flop che è costato caro anche in termini economici, come dimostra la vicenda dei 4 milioni di euro stanziati per l’attivazione una Casa della salute per ciascuna Asl del Lazio, con un fiume di denaro che mal si concilia con l’idea di risparmio dettata dai tempi di ristrettezze attuali. Soprattutto se si pensa che a costi decisamente inferiori si sarebbe potuto intervenire per la riattivazione di presidi ospedalieri colpevolmente abbandonati fino alla loro progressiva disattivazione.
Altrettanto si può dire del taglio dei Punti di pronto intervento: interi territori rischiano di restare sguarniti di un avamposto d’urgenza, costringendo i cittadini a percorrere decine di chilometri per essere soccorsi e mettendone a rischio la vita. La motivazione, ovviamente, è l’ottimizzazione di spese e servizi.

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 10/02/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari della Regione Lazio i seguenti, al momento, non sono ancora intervenuti: Forza Italia (presidente Antonio Aurigemma); Gruppo Misto (presidente Pietro Sbardella); Centro Democratico (presidente Piero Petrassi); La Destra (presidente Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno – Obiettivo Lazio (presidente Marino Fardelli); Lista Storace (presidente Olimpia Tarzia); PSI per Zingaretti (presidente Daniele Fichera); Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà (SI-SEL) (presidente Gino De Paolis); Cuoritaliani (presidente Daniele Sabatini).