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Luciano D'Alfonso
Presidente Regione Abruzzo

L’Abruzzo vale un territorio tutelato e accogliente

a. Il sistema informativo territoriale

  • Il patrimonio informativo e tecnologico – da incrementare e finalizzare ulteriormente – non è stato, finora, adeguatamente pubblicizzato, valorizzato e utilizzato nel governo del territorio e nella gestione dei servizi della Regione. Esso, viceversa, dovrà costituire il fondamento operativo dell’agenda digitale, nonché della manutenzione territoriale e del controllo di ogni trasformazione […].

Come esempi significativi di applicazioni alla nuova gestione per lo sviluppo del territorio si evidenziano:

  • il supporto agli enti territoriali, in particolare ai comuni, tuttora privi di un sistema informativo;
  • la migrazione dei Piani urbanistico-territoriali in formato digitale;
  • la costruzione di un repertorio regionale georeferenziato delle proprietà pubbliche.

b. Ricostruzione integrata della città dell’Aquila

La legge per l’Aquila capoluogo che intenderemo varare, sarà intesa a:

  • devolvere una quota aggiuntiva di ogni riparto di fondi e/o risorse gestite direttamente dall’amministrazione regionale per l’Aquila in quanto città capoluogo;
  • vincolare chiunque decida di investire a l’Aquila nei prossimi 5 anni, al versamento di un contributo fisso per l’Aquila capoluogo;
  • attuare le nuove regole per la fiscalità volte al servizio della competitività urbana, adottando i regolamenti della politica di coesione territoriale europea e le forme di incentivazione urbana finanziaria e/o fiscale, credito d’imposta, bonus fiscali, contributi in conto capitale direttamente fruibili dalla città;
  • attuare ciò che è già stato programmato a livello europeo e cioè l’emissione di project bond della BEI, per la sperimentazione sui grandi temi delle città e sulle infrastrutture materiali.

c. Consumo del suolo e gestione del territorio

  • La strategia per l’immediato futuro deve puntare sull’investimento strutturale e organizzativo nei territori che presentano valide potenzialità, non attraverso l’ulteriore crescita urbana, con conseguente ulteriore consumo di suolo, bensì attraverso la ristrutturazione dell’esistente e la riqualificazione dei sistemi insediativi e produttivi;
  • Necessità di emanare una legge regionale in materia di gestione del territorio e delle risorse geoambientali e l’esigenza di dotare la comunità abruzzese di un “servizio geologico regionale”;
  • la nuova legislazione urbanistica della Regione Abruzzo e, per estensione, della marca adriatica (Marche, Abruzzo, Molise) deve porsi due semplici ma fondamentali obiettivi:
  1. fermare il consumo di suolo e l’urbanizzazione delle campagne, tutelare le aree naturali e agricole (secondo il modello della nuova legge urbanistica della Regione Toscana);
  2. prevedere la crescita e la rigenerazione delle città e delle aree industriali all’interno degli attuali perimetri già urbanizzati.

d. La rete idrografica e ciclo idrico integrato

Lo strumento fondamentale per il raggiungimento del risanamento di nostri corsi d’acqua, è il Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Abruzzo in conformità alle direttive europee.

Il Piano vigente è debole, inadeguato e in gran parte già superato. Occorre una profonda revisione di questo strumento che deve contenere:

  1. un’adeguata fissazione del Deflusso Minimo Vitale perché i nostri fiumi non siano ridotti a rigagnoli per eccesso di sfruttamento;
  2. interventi per il ripristino, per quanto possibile, dell’integrità ecosistemica tramite un Piano di “rinaturalizzazione” degli alvei e delle sponde;
  3. adozione delle tecniche di intervento tramite Ingegneria naturalistica;
  4. per la depurazione delle acque dei centri abitati con popolazione inferiore a 2000 abitanti, si incentiverà l’adozione – come peraltro raccomandato dal DLgs 152/06 cosiddetto Testo Unico Ambientale – “tecniche di depurazione naturale” e, in particolare, i c.d. fitodepuratori;
  5. per la migliore depurazione delle acque, e per ottenere i più elevati risultati in questo campo […] verrà avviata la separazione fra le reti delle acque nere (fognanti, da avviare ai depuratori) e le reti per le sole acque piovane e di falda;
  6. Piano per Fasce Tampone Boscate (FTB): per combattere l’erosione delle rive, per contenere la torbidità e l’apporto di fango nelle zone di foce, per creare habitat alle specie selvagge, per bloccare l’inquinamento diffuso e disperso […] occorre un piano per il ripristino delle fasce boscate di vegetazione naturale spontanea lungo i corsi d’acqua, con continuità e per uno spessore che deve tendere almeno a 30 metri;
  7. scale e dispositivi per il passaggio dei pesci […] per mantenere la “continuità fluviale”;
  8. forte politica di risanamento delle reti idriche per risparmiare la risorsa e poter ridare più acqua ai fiumi eccessivamente sfruttati o scomparsi;
  9. mettere in condizioni i cittadini di poter effettuare “usi appropriati”, favorendo le reti duali;
  10. la regione sosterrà il ripristino, con restauro conservativo, delle “antiche fontane”. Vanno recuperati pure i piccoli acquedotti locali.

e. Efficienza e risparmio energetico

[…] La nuova amministrazione regionale rispetterà gli obiettivi stabiliti dal Burden Sharing, ovvero quelli di raggiungere entro il 2020 una percentuale del 19,1% determinato come il rapporto tra l’energia consumata in Regione e prodotta da fonti rinnovabili e tutta l’energia consumata. Ciò sarà possibile con azioni volte ad incidere sulla promozione della produzione di energia sia termica che elettrica da fonte rinnovabile tramite:

  • una disposizione di legge che renda obbligatorio il possesso e l’aggiornamento triennale dell’audit energetico rispondente alle norme UNI per tutte le aziende che abbiano consumi o fatturato superiore ad una certa soglia e tutte le aziende obbligate alla nomina dell’energy manager;
  • la creazione di un fondo rotativo gestito da FIRA sul modello del fondo Kyoto per il finanziamento degli investimenti in efficienza energetica;
  • una disposizione di legge che preveda premialità per le industrie/aziende che si dotano di un sistema di gestione dell’energia 50001.

D’altro lato sarà necessario puntare sulla riduzione dei consumi totali regionali tramite la promozione di azioni di efficienza energetica come:

  • biomasse: azioni per la creazione di centri di raccolta e vendita delle biomasse agro residuali;
  • incentivi per la sostituzione delle caldaie e gasolio e benzina con quelle a biomasse;
  • solare termodinamico a concentrazione: fondo di rotazione FIRA per progetti di integrazione del riscaldamento con impianti termodinamici a concentrazione;
  • idroelettrico: disciplinare ex novo il procedimento autorizzativo semplificando il più possibile le singole fasi, con l’introduzione di meccanismi autorizzativi fondati sul silenzio-assenso; delegare i comuni allo svolgimento degli iter autorizzativi, mantenendo in capo alla Regione le funzioni di controllo; potenziare le strutture e gli uffici competenti al rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni.

f. Politiche per la montagna

È necessario che venga introdotta una nuova norma di definizione di comune montano valida su tutto il territorio regionale e che permetta l’individuazione delle zone destinatarie di appositi interventi regionali.

Proponiamo di:

  1. rivedere la governance dei territori montani della nostra Regione;
  2. ridefinire il comune montano sulla base di criteri diversi, partendo dal parametro fisico fondamentale, l’altitudine, coniugato con indicatori quali, il saldo demografico, il tasso di invecchiamento della popolazione, il grado di accessibilità dei territori;
  3. richiedere […] che siano mantenuti i fondi e i finanziamenti per sostenere le politiche già individuate dalla vigente legge n.97/1994 anche sulla scorta della determinazione dei fabbisogni standard così come da ultimo dello schema di decreto legislativo approvato il 18.11.2010;
  4. che venga ripristinata l’erogazione del “Fondo Nazionale per la Montagna” rivedendone anche i criteri per la sua attribuzione;
  5. che venga ripreso l’iter burocratico finalizzato all’approvazione da parte del Consiglio regionale, della proposta della Giunta regionale DGR n. 569/C del 11/06/2007 “Iniziative a sostegno dei piccoli comuni”;
  6. prevedere esenzioni, agevolazioni e incentivi che favoriscano chi vive e lavora in montagna.

g. Parchi, riserve naturali e biodiversità

Il Parco Regionale Sirente Velino

  • […] promozione e gestione che segni una discontinuità con il passato.

Parco Nazionale della Majella e Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

  • […] verranno sostenute per il futuro, tutte le iniziative collegate ai marchi di qualità e di provenienza del parco che risultano essere un elemento trainante per la valorizzazione del territorio e dei prodotti agro-alimentari.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

  • […] l’obiettivo di coniugare la tutela della biodiversità e valorizzazione del territorio insieme alle legittime aspettative da parte delle popolazioni locali […] attraverso la piena operatività degli enti e dei loro strumenti gestionali: Piano del Parco, Regolamento, Zonizzazione e non per ultimo il Piano di sviluppo Socio-economico.

h. Gestione dei rifiuti

  • […] potenzialità offerte da un’eventuale specializzazione di alcuni impianti esistenti […], il loro potenziamento ed il loro esercizio a pieno regime, che garantirebbe la completa autosufficienza impiantistica regionale;
  • riteniamo che una governance centralizzata, organizzata e ben strutturata sia di supporto alle Amministrazioni comunali;
  • […] rimarginare le numerose ferite del territorio costituite dalle piccole e inutili discariche esistenti e non più utilizzate, che dovranno essere chiuse e messe definitivamente in sicurezza;
  • […] organizzare un sistema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani che risponda alle reali esigenze della nostra Regione e, al tempo stesso, scongiuri il riproporsi di condizioni di criticità ambientale;
  • per quanto riguarda, nello specifico, il ciclo integrato dei rifiuti urbani, è nostra concreta intenzione aumentare i livelli di raccolta differenziata e, di conseguenza, i livelli di intercettazione delle frazioni riciclabili di rifiuti, raggiungendo e superando così gli obiettivi di legge nazionale (65% di RD). Bisogna così impegnarsi con determinazione sulla raccolta differenziata porta a porta;
  • anche gli impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati dovranno avere la finalità di recupero di materia, per destinare a discarica solo le frazioni di rifiuto non altrimenti recuperabili;
  • l’idea è quindi quella di mettere a rete due o tre discariche regionali esistenti o in corso di realizzazione […] ove far confluire i flussi di scarti provenienti dai trattamenti di recupero dei rifiuti da RD così come dei rifiuti indifferenziati;
  • riteniamo che con l’adeguamento e/o la specializzazione di alcuni impianti esistenti in Abruzzo, si disponga già di una rete integrata ed adeguata di impianti, in grado di garantire l’adozione delle migliori tecniche disponibili e l’applicazione di tariffe determinate;
  • sin da subito dovrà cessare l’esercizio di sistemi che non siano in grado di offrire sufficienti garanzie per la salute e per l’ambiente;
  • non riteniamo fattibile e sostenibile, né dal punto di vista ambientale né dal solo punto di vista economico, la realizzazione di impianti di incenerimento o di termovalorizzazione dei rifiuti urbani.

i. Bonifica dei siti contaminati

1.192 siti contaminati censiti, da bonificare o da mettere in sicurezza in modo permanente, di cui: – 184 discariche dismesse e 95 siti industriali dismessi; – 681 siti di deposito incontrollato di rifiuti; – 232 siti inquinati; oltre ad un sito contaminato di interesse regionale (sito di Chieti-Scalo) e n. 2 siti contaminati di interesse nazionale (sito Saline – Alento e sito di Bussi sul Tirino).

  • […] mettere in atto, con le risorse immediatamente disponibili (Regione, Stato, Europa) un programma credibile di messa in sicurezza d’emergenza dei siti;
  • adottare serie politiche di prevenzione, affinché il numero di siti compromessi non aumenti nel tempo: ciò sarà possibile solo attraverso una maggiore partecipazione democratica, ove i cittadini, le associazioni e le forze sociali si facciano parte attiva nell’ambito di un contratto di tutela e gestione del territorio, tra la Regione e le relative Amministrazioni comunali;
  • sulla situazione più evidentemente critica e relativa al sito contaminato di Bussi sul Tirino, la Regione Abruzzo intende puntare subito alla MISE (Messa in sicurezza di emergenza) che consiste nell’isolare, con strutture di contenimento, le sorgenti inquinanti perché i veleni non si diffondano più nell’ambiente;
  • uscire da una visione localistica, domestica, e coinvolgere, finalmente, CNR, ISPRA, Istituto Superiore di Sanità, le Università, l’Enea, e Commissione Europea.
Governo
Luciano D'Alfonso
Presidente Regione Abruzzo
Luciano D'Alfonso nasce a Lettomanoppello il 13 dicembre 1965. Nel 1995 scende in politica, vincendo le elezioni a presidente della provincia di Pescara. Il 9 giugno 2003 diviene sindaco di Pescara, carica che gli viene rinnovata nel 2008, per un secondo mandato, con rielezione al primo turno. Dal 26 maggio 2014 è presidente della Regione Abruzzo.
Nina Celli, 19/07/2017

La posizione del governo regionale che ci è stata trasmessa dal portavoce del presidente, Fabrizio Santamaita, è a cura del coordinatore della maggioranza in consiglio regionale, Camillo D’Alessandro.

A premessa dei commenti all’operato del governo, il consigliere D’Alessandro ha dichiarato:
“Un programma è una bussola che ci aiuta a mantenere salda la rotta: spetta a noi agire da timonieri, e siamo ben saldi sulla tolda. Fuor di metafora, è bene precisare che appena insediati abbiamo dato una serie di linee guida su infrastrutture, trasporti, sanità e politiche dello sviluppo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”.
E a conclusione:
“Ora la nave si è rimessa in moto e, nonostante qualche vento contrario, veleggia verso nuove mete. Abbiamo due anni per completare il lavoro iniziato e non ci fermeremo proprio ora. Vogliamo essere misurati millimetricamente, purché si tenga conto del fatto che per misurare la lunghezza del viaggio, la sua tortuosità o linearità è necessario sapere da dove si è partiti, dove si è arrivati, quale è la meta finale”.

In questo ambito, il consigliere di maggioranza D’Alessandro ha dichiarato:
“Questa amministrazione per prima ha iniziato ad affrontare dopo decenni di incuria non solo il problema del risanamento delle acque (si ricordi la vicenda di Ombrina, conclusasi con lo smantellamento della piattaforma) destinando a questo capitolo oltre 100 milioni, ma anche quello relativo al dissesto idrogeologico con 360 milioni, mentre sul fronte dell’innovazione abbiamo puntato sulla diffusione della banda ultralarga grazie ad un finanziamento di 150 milioni, sulla creazione di piste ciclopedonali in tutta la regione con quasi 95 milioni, sulle reti di trasporto transnazionali Ten-T (che grazie ai nostri sforzi in sede europea toccheranno anche l’Abruzzo) e sull’unione con le Marche e il Molise, con cui nel breve termine condivideremo alcuni importanti servizi”.

Opposizione
Giorgio D'Ignazio
Presidente gruppo Nuovo Centro Destra in Consiglio regionale
Nasce a Teramo l'11 Agosto 1965, laureato in Scienze Politiche, scende in politica nel 1999, con l'elezione a Consigliere presso il Comune di Teramo. Rieletto di nuovo nel 2004, ottiene la nomina ad assessore con delega alle Attività Produttive e Politiche Sociali. Alle regionali del 2014, viene eletto consigliere regionale e capogruppo del Nuovo Centro Destra e, successivamente, Consigliere Segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale in rappresentanza della minoranza.
Nina Celli, 24/07/2017

Ad oggi alcuni degli aspetti del programma elettorale del presidente D’Alfonso segnano il passo, la  tanto auspicata “Regione veloce” inizia solo ora a ingranare la prima: la realizzazione dell’Agenzia Regionale dell’Informatica e Committenza in fase embrionale, dovrebbe portare a una maggiore trasparenza in ordine agli oneri e i costi nella Pubblica amministrazione regionale e un efficientamento del sistema informativo regionale; la legge per L’Aquila capoluogo, pubblicizzata a gennaio 2015, dopo numerosi passaggi in Commissione ancora approda in Consiglio Regionale.

Una valutazione specifica merita il rischio idrogeologico. L’Abruzzo, in base a una ricerca del CRESA sulla base di dati raccolti dall’ISPRA, è infatti la terza regione per rischio idrogeologico e con il più elevato indice di pericolosità per frane. Nel corso di questi anni gli sforzi della Giunta Regionale sono stati molteplici nel tentativo di arginare e controllare il territorio abruzzese ma senza ingenti risorse e una programmazione pluriennale, la partita del rischio idrogeologico si potrà giocare solo in difesa. Per fermare il consumo del suolo occorre un intervento condiviso e strutturato che veda il coinvolgimento fattivo anche del governo nazionale.

Positiva l’azione in campo di efficientamento energetico con l’iniziativa “Conto termico 2.0”, ma ancora da rivedere la governance dei territori montani della nostra regione, così come la valorizzazione ambientale e turistica dei nostri parchi è praticamente assente.

Maggioranza
Pierpaolo Pietrucci
Consigliere del gruppo PD Abruzzo
Nato il 5 maggio 1976, aquilano, è laureato in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Dal 2012 è giornalista pubblicista e dal 2014 è consigliere regionale in Abruzzo per il gruppo PD.
Nina Celli, 24/07/2017

Gran parte delle azioni sono programmate e dovranno sortire i loro effetti nella seconda parte di questa legislatura. Positivo in questo senso l’impegno, anche finanziario, per contribuire alla bonifica del sito di Bussi sul Tirino, il piano di gestione dei rifiuti che punta molto sulla raccolta differenziata e respinge l’ipotesi di un inceneritore sul territorio regionale, la recente approvazione in Giunta del Piano del Parco del Gran Sasso. Fondamentale sarà predisporre un provvedimento organico in materia di governo del territorio, che punti su rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo.

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 25/07/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non presenti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo, Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista (si attende il contributo del capogruppo e sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca); M5S (si attende l’intervento della consigliera Sara Marcozzi); Gruppo Misto (si attende l’intervento del presidente Leandro Bracco); Forza Italia (si attendono gli interventi dei consiglieri Gianni Chiodi e Lorenzo Sospiri); Regione Facile (si attendono gli interventi del presidente Lorenzo Berardinetti e del consigliere Alessio Monaco). Si attende, inoltre, l’intervento del consigliere Alberto Balducci del PD.

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: Centro Democratico; Abruzzo Civico, Italia dei Valori.

Ha declinato l’invito a intervenire il gruppo Abruzzo Futuro, del presidente Mauro Di Dalmazio.