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Luciano D'Alfonso
Presidente Regione Abruzzo

L’Abruzzo vale un welfare premuroso

a. Politiche del lavoro

Creare nuova occupazione sarà possibile in futuro in due modi:

  • attraverso una politica intelligente di attrazione degli investimenti, che metta in campo siti industriali acquisibili facilmente, con una contrattualistica giuridica puntuale, a condizione che si realizzi “quel” progetto d’investimento produttivo, offrendo in cambio alle imprese pacchetti tecnologici e formativi;
  • sostenendo la crescita delle piccole e medie imprese locali, che dovranno essere il pilastro del futuro sviluppo produttivo dell’Abruzzo.

Pensiamo di mettere in campo iniziative a sostegno di nuove imprese con particolare riguardo ai giovani e ai disoccupati over 50. Le proposte potrebbero essere le seguenti:

  • un contratto di avviamento ad “attività imprenditoriale” per le donne […];
  • riduzione delle tariffazioni di consulenti fiscali e del lavoro e dei costi dei servizi bancari all’interno dei costi ordinari di costituzione e start-up;
  • unificazione delle procedure per avviare attività di impresa;
  • istituzione dei business angel; agevolazioni per categorie svantaggiate che intendono avviare una attività economica nelle aree interne.

b. L’integrazione socio-sanitaria

  • Un “Welfare Integrato” che sia sintesi delle diverse componenti assistenziali e risponda al bisogno complessivo dell’individuo […];
  • compiere l’integrazione socio sanitaria su tutti i livelli dei servizi pubblici, coinvolgendo il sistema pubblico e le strutture private;
  • stimolare la crescita del c.d. terzo settore e dell’associazionismo […];
  • potenziare i dispositivi di prevenzione […];
  • vogliamo ridurre 150 milioni di costi standard sulla sanità, da mettere a disposizione dello sviluppo dell’Abruzzo e di un nuovo sistema di welfare;
  • si dovrà partire da una legge quadro sul sistema dei servizi sociali, da una nuova legge sulla cooperazione sociale, da politiche per la non autosufficienza, dalla trasformazione del sistema di assistenza in un sistema abilitante all’inserimento sociale;

occorrerà promuovere politiche nuove per le nuove generazioni e per la famiglia, combattere l’accentramento proposto nella riforma degli ex IPAB (Istituti pubblici di assistenza e beneficienza).

c. La convivenza interculturale

  • Si dovranno affrontare i temi legati alle profonde trasformazioni in atto nelle comunità e nei servizi, e i modi dell’interazione fra “vecchi e nuovi cittadini” fra “autoctoni” ed immigrati;
  • diversi saranno i livelli d’intervento regionali per promuovere la convivenza all’interno delle comunità: dalle politiche istituzionali degli enti territoriali ai servizi “prossimi” al cittadino come la scuola, la polizia municipale, le agenzie di territorio, a cui si affiancano le iniziative e le progettualità finalizzate alla mediazione interculturale e integrazione promosse dalle associazioni del territorio e dalle realtà del Terzo settore (cooperative sociali, onlus, associazioni di volontariato).

d. Sport e promozione dell’associazionismo giovanile e sportivo

  • la Regione Abruzzo realizzerà progetti per la promozione dell’attività fisica adeguata e adattata alle possibilità della persona, con lo scopo di mantenerne e valorizzarne tutte le potenzialità;
  • intendiamo promuovere l’associazionismo giovanile e sportivo […];
  • prevedremo voucher per ragazzi fino ai 16 anni per frequentare lo sport gratis o a prezzi calmierati in cambio del proprio tempo investito in una Banca del tempo per le finalità più diverse.

e. Servizi alle famiglie

Si vuole promuovere un welfare familiare che sia compatibile con le esigenze di sviluppo del Paese, il quale richiede politiche di capacitazione delle famiglie anziché di mero assistenzialismo […] Per fare questo si sono individuati degli assi su cui la Regione Abruzzo dovrà e vorrà puntare:

  • equità economica distinta in: fiscalità generale (Irpef, deduzioni, detrazioni, assegni, altre integrazioni di reddito), tributi locali (ICI, Tarsu, tasse di scopo, ecc.), tariffe (utenze urbane); revisione dell’ISEE;
  • politiche abitative per la famiglia suddivise in: agevolazioni ed incentivi per realizzazione di nuove abitazioni; politiche di accesso alla casa con affitti sostenibili; misure di sostegno per l’accesso alla casa delle giovani coppie;
  • lavoro di cura familiare suddiviso in: servizi per la prima infanzia, congedi, tempi di cura e interventi sulla disabilità e non autosufficienza; servizi per l’infanzia e l’adolescenza; sostegno alla maternità delle gestanti in difficoltà e delle madri sole; potenziamento della rete dei servizi socio educativi per la prima infanzia; sviluppo di nidi aziendali;
  • famiglie con preadolescenti (6-11 anni) e adolescenti (12-16 anni): definizione di un patto educativo tra scuola e famiglia (fascia 6-16); sviluppo di servizi specifici per genitori di figli minori, per l’affido e l’adozione;
  • lavoro di cura mirato alle famiglie con disabili e anziani non autosufficienti; pari opportunità e conciliazione tra famiglia e lavoro; sostegno delle organizzazioni del privato sociale, del terzo settore e delle reti associative familiari; potenziamento e riorganizzazione dei consultori familiari; piano antiviolenza regionale; progetti sperimentali tesi a diffondere e riorganizzare i Centri per le famiglie;
  • per quanto riguarda il sistema delle adozioni intendiamo agevolare le adozioni per le giovani coppie anche ricorrendo se necessario ad uno strumento di garanzia fidi es. FIRA […].

f. Le politiche abitative

  • […] si sostengono azioni volte a realizzare alloggi con affitti sostenibili supportando quella fascia di famiglie che non ha possibilità di accedere all’edilizia agevolata, ma che nel contempo non soddisfa i requisiti per l’accesso all’edilizia pubblica;
  • intendiamo promuovere un Piano di housing sociale, che unisca risorse pubbliche e private, per realizzare 5 mila opportunità di nuove abitazioni in 5 anni […];
  • s’intende introdurre un sistema di regole che riporti l’equilibrio nel mercato della locazione privata, introducendo un regime unico di locazione, una fiscalità di vantaggio che promuova contratti a canone concordato, una durata contrattuale certa e un sistema sanzionatorio nei confronti del locatore per patti contrari alla legge;

g. Nuova pianificazione sanitaria

Rete ospedaliera ad alta specializzazione

L’equilibrio finanziario deve oggi consentire investimenti ragionati e finalizzati con priorità a:

  1. risorse professionali nel numero e nelle competenze e nei processi di aggiornamento e di valutazione delle qualità;
  2. investimenti in tecnologie sulla base di valutazioni costo – benefici e di utilizzo;
  3. investimenti in nuove strutture sanitarie e nell’adeguamento tecnologico e strutturale degli ospedali, utilizzando in modo attento i fondi nazionali ed europei;
  4. investimenti nella realizzazione delle indispensabili infrastrutture informatiche.

Non possono più essere rinviate le decisioni in ordine alla localizzazione:

  • dei Dipartimenti di Emergenza di 2° e 3° livello;
  • dei Punti-nascita e dei Centri di Terapia intensiva neonatale e pediatrica;
  • delle specialità di livello regionale e dei centri di riferimento (trapianti, neurochirurgia, cardiochirurgia, malattie rare, ecc.);
  • dei Servizi specialistici di livello regionale (PET/SPECT, genetica, tipizzazione tissutale, screening neonatale e diagnostica per le malattie metaboliche, ecc.);
  • attivazione di un unico C.U.P. regionale;
  • disponibilità di un unico “118” integrato a livello regionale (e connesso a quello delle regioni vicine) per assicurare un’assistenza tempestiva ed appropriata in tutte le situazioni di urgenza ed emergenza.

Distretti, studi medici associati, case della salute

  • Tutte le prestazioni cliniche e strumentali che la tecnologia oggi consente di assicurare a quanti ne hanno bisogno, vanno erogate nelle strutture sanitarie periferiche (Distretti, Case della salute, Poliambulatori, Studi associati, ecc.) da parte di specialisti e operatori dipendenti;
  • a livello del territorio dovranno essere assicurate le prestazioni e risolte le esigenze sanitarie dell’assistenza di base che costituiscono l’80 % dei bisogni sanitari dei cittadini;
  • dovranno essere assicurate prestazioni sanitarie estese almeno a tutto l’arco delle 12 ore;

Nello stesso tempo, la Programmazione Sanitaria Regionale individuerà i percorsi assistenziali che coinvolgono le strutture sanitarie pubbliche e private […] Le linee-di indirizzo di questa integrazione devono riguardare:

  • Il pieno adeguamento delle strutture sanitarie (pubbliche e private) ai criteri di accreditamento già definiti e da definire;
  • la partecipazione delle strutture private nelle prestazioni di pronto soccorso;
  • la definizione di percorsi integrati dall’acuzie alla cronicità (lungodegenza e riabilitazione) tra pubblico e privato;
  • la definizione delle modalità di acquisto di “pacchetti” di prestazione da parte delle ASL presso le strutture sanitarie private;
  • il rispetto dei tetti finanziari previsti dai rapporti convenzionali.

Progetto e-health

Gli obiettivi che si prefigge di raggiungere il progetto sono diversi a seconda dei fabbisogni del cittadino, esempio:

  • Realizzare servizi connessi allo sviluppo di Comunicazioni Digitali all’interno dei servizi sanitari per facilitare al massimo la condivisione delle informazioni cliniche ed i modelli sanitari;
  • diffondere l’Education e training (EDU-HEALTH) […];
  • iniziare a monitorare la spesa sanitaria […];
  • creare un’Identità Elettronica […];
  • realizzare Infrastrutture a livello applicativo […];
  • facilitare la realizzazione di servizi per la raccolta automatica dei Dati clinici […];
  • introdurre la Telemedicina […];
  • controllare la Spesa Farmaceutica;
  • incrementare la Diffusione delle informazioni […];
  • organizzare servizi di Business Intelligence Sanitaria […];
  • complementare i servizi per le Strutture Sanitarie (AUSL e Ospedali) con servizi specializzati;
  • istituire un sistema di gestione/monitoraggio per la valutazione del piano socio-sanitario al fine di tutelare la qualità delle prestazioni all’utenza;
  • assemblare una Mobilità Sanitaria.
Governo
Luciano D'Alfonso
Presidente Regione Abruzzo
Luciano D'Alfonso nasce a Lettomanoppello il 13 dicembre 1965. Nel 1995 scende in politica, vincendo le elezioni a presidente della provincia di Pescara. Il 9 giugno 2003 diviene sindaco di Pescara, carica che gli viene rinnovata nel 2008, per un secondo mandato, con rielezione al primo turno. Dal 26 maggio 2014 è presidente della Regione Abruzzo.
Nina Celli, 19/07/2017

La posizione del governo regionale che ci è stata trasmessa dal portavoce del presidente, Fabrizio Santamaita, è a cura del coordinatore della maggioranza in consiglio regionale, Camillo D’Alessandro.

A premessa dei commenti all’operato del governo, il consigliere D’Alessandro ha dichiarato:
“Un programma è una bussola che ci aiuta a mantenere salda la rotta: spetta a noi agire da timonieri, e siamo ben saldi sulla tolda. Fuor di metafora, è bene precisare che appena insediati abbiamo dato una serie di linee guida su infrastrutture, trasporti, sanità e politiche dello sviluppo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”.
E a conclusione:
“Ora la nave si è rimessa in moto e, nonostante qualche vento contrario, veleggia verso nuove mete. Abbiamo due anni per completare il lavoro iniziato e non ci fermeremo proprio ora. Vogliamo essere misurati millimetricamente, purché si tenga conto del fatto che per misurare la lunghezza del viaggio, la sua tortuosità o linearità è necessario sapere da dove si è partiti, dove si è arrivati, quale è la meta finale”.

Per l’ambito Sanità, il consigliere D’Alessandro cita il principale obiettivo raggiunto dalla Regione Abruzzo: “siamo stati i primi in Italia ad uscire dal commissariamento della sanità ottenendo anche 303 milioni di premialità”.

Opposizione
Giorgio D'Ignazio
Presidente gruppo Nuovo Centro Destra in Consiglio regionale
Nasce a Teramo l'11 Agosto 1965, laureato in Scienze Politiche, scende in politica nel 1999, con l'elezione a Consigliere presso il Comune di Teramo. Rieletto di nuovo nel 2004, ottiene la nomina ad assessore con delega alle Attività Produttive e Politiche Sociali. Alle regionali del 2014, viene eletto consigliere regionale e capogruppo del Nuovo Centro Destra e, successivamente, Consigliere Segretario dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale in rappresentanza della minoranza.
Nina Celli, 24/07/2017

La questione Welfare merita una riflessione più ampia.
L’Abruzzo ha sostenuto enormi sacrifici per il Piano di risanamento dei debiti sanitari, il commissariamento ha inciso profondamente sui servizi erogati ai cittadini, sulle aspettative di cura dei pazienti e sull’organizzazione ospedaliera. I tagli effettuati, la chiusura dei reparti e i ridimensionamenti dei servizi offerti all’utenza hanno consentito di intraprendere il percorso dell’uscita dal commissariamento, ma a scapito del diritto alla salute dei cittadini. Così come l’auspicata integrazione tra servizi pubblici e operatori privati ha inciso negativamente sulla situazione generale dell’assistenza ospedaliera.

Con i tagli imposti dal governo nazionale per l’Abruzzo la situazione per i servizi sociali e i servizi alle famiglie è fortemente peggiorata. Gli interventi fin qui realizzati, se pur fondamentali per i beneficiari, risultano veramente esigui. Un esempio emblematico della situazione è quello dei Cargiver familiari, dove, nel 2016, il bando poteva contare solo su una dotazione di 200.000 euro, somma sufficiente per 20 famiglie e dove a fronte di una legge regionale recentemente approvata ancora si riescono ad individuare dei fondi certi.

Molti centri specializzati nell’assistenza e nella riabilitazione (vedasi ANFAS o Paolo VI) solo per citarne alcuni, non hanno fondi per continuare a operare e sono prossimi alla chiusura.

Nel complesso, l’azione di governo attuata fino ad ora ha avuto il carattere della discontinuità e dell’emergenza e non per le particolari situazioni legate al terremoto o agli straordinari eventi atmosferici. La grande riorganizzazione degli uffici regionali, necessaria o meno che fosse, ha portato via tempo e risorse preziose alla Regione Abruzzo, ha ritardato l’azione degli uffici, la capacità di spesa e di impiego dei fondi. Parlare ora di programmazione risulta poco credibile, si dovrebbe accelerare in maniera decisa, andando a concretizzare le azioni del Masterplan e dei programmi europei nel più breve tempo possibile, per immettere nuove risorse nel sistema o ipotizzando un progetto più ampio e organizzato, che possa includere anche l’area del sociale in sostegno di chi ha bisogno.

Opposizione
Paolo Gatti
vicepresidente del gruppo Forza Italia in Regione Abruzzo
Avvocato, nato a Teramo nel 1975. Nel 1999 scende in politica, con l'elezione a consigliere comunale nella città natale. Sempre nella città di Teramo, alle comunali del 2004 viene nominato assessore. Ricopre ancora l'incarico di assessore, questa volta regionale, in seguito alle nomina avuta alle elezioni del 2008, alle quali si presenta in forza al PDL e risulta il primo degli eletti in Abruzzo per preferenze; primato che rinnova nelle successive regionali (2014), quando si candida con Forza Italia.Successivamente, viene eletto vicepresidente del Consiglio regionale d'Abruzzo in rappresentanza delle minoranze.
Nina Celli, 24/07/2017

Come per i segmenti precedenti, il programma è rimasto per larga parte inevaso, anche perché proponeva attività in parte irrealizzabili.
Il titolo “welfare premuroso” avrebbe già potuto o dovuto far immaginare che più che di un serio programma delle cose possibili, si trattava di banale e irrealizzabile spot elettorale.
In particolare mancano del tutto incisive politiche del lavoro.

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 25/07/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non presenti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo, Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista (si attende il contributo del capogruppo e sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca); M5S (si attende l’intervento della consigliera Sara Marcozzi); Gruppo Misto (si attende l’intervento del presidente Leandro Bracco); Forza Italia (si attendono gli interventi dei consiglieri Gianni Chiodi e Lorenzo Sospiri); Regione Facile (si attendono gli interventi del presidente Lorenzo Berardinetti e del consigliere Alessio Monaco). Si attende, inoltre, l’intervento del consigliere Alberto Balducci del PD.

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: Centro Democratico; Abruzzo Civico, Italia dei Valori.

Ha declinato l’invito a intervenire il gruppo Abruzzo Futuro, del presidente Mauro Di Dalmazio.