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Sergio Chiamparino
Presidente Regione Piemonte

Sanità. La salute in primo piano

  • “Saranno realizzati progetti straordinari come l’apertura della scuola di odontoiatria per cure a basso costo o l’impiego di medici volontari. Saranno, inoltre, mantenute e sviluppate una serie di eccellenze: prevenzione, screening, accompagnamento alla nascita, monitoraggio dei rischi ambientali, sicurezza sul lavoro”.
Governo
Sergio Chiamparino
Presidente Regione Piemonte
Sergio Chiamparino nasce a Moncalieri il I settembre 1948 da una famiglia operaia. Si laurea in Scienze Politiche all'università di Torino, dove, fino al 1975, svolge attività di ricerca. Nello stesso anno ha inizio il suo impegno politico nel Comune di Moncalieri nelle fila del PCI. Nel 2001 si presenta alle elezioni comunali di Torino, vincendo al ballottaggio con il 52,8% dei voti. Riconfermato, poi, nel 2006, quando vince al primo turno contro Rocco Buttiglione. Tra il 2012 e il 2014 è presidente della Fondazione bancaria Compagnia di San Paolo, incarico dal quale si dimette per candidarsi alla presidenza della Regione Piemonte. Sergio Chiamparino il 26 maggio 2014 vince le elezioni con quasi il 47% dei voti.
Nina Celli, 10/01/2017

L’intervento del presidente Sergio Chiamparino è stato inviato dalla portavoce Alessandra Gaia Perera

Nel 2017 comincerà per la sanità del Piemonte la fase due, quella della crescita. A rendere possibile l’operazione è l’aver raggiunto definitivamente l’obiettivo dell’uscita dal gravoso piano di rientro dal debito sanitario che vincolava la sanità regionale fin dal 2011: prima sono state portate a termine la riorganizzazione della rete ospedaliera, per garantire più sicurezza ai pazienti, e l’integrazione con la rete di assistenza territoriale, rispondendo a tutte le richieste ministeriali in materia sanitaria e applicando il Patto per la Salute; poi è stato aggredito l’aspetto finanziario, ottenendo l’equilibrio economico dopo anni di disavanzo. Questo lavoro ha permesso nel 2015 e nel 2016 di essere autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a tornare ad assumere, grazie allo sblocco totale del turnover per il personale sanitario, prima limitato al 50%.
Dal nuovo anno le parole chiave per la sanità saranno: assunzioni, investimenti, sviluppo, edilizia, integrazione sociosanitaria, qualità, umanizzazione, riduzione delle liste d’attesa.
La riduzione delle attese per visite ed esami specialistiche è uno degli obiettivi assegnati ai direttori generali di Asl e ospedali. È stato predisposto un piano che sarà approvato all’inizio del prossimo anno ed entrerà in vigore con la partenza del nuovo Centro unico per le prenotazioni sanitarie, valido per tutto il Piemonte. La gara viene aggiudicata da SCR entro il 31 dicembre: il gestore fornirà un servizio di call center, un sistema di recall e di disdetta automatica, un servizio di prenotazione on line, una app per dispositivi mobili.
Intanto sono allo studio modalità per agire sul fronte delle prestazioni cliniche: insieme all’Università di Torino si sta definendo un progetto sperimentale unico in Italia che coinvolgerà i medici neo specializzati in progetti finalizzati esclusivamente allo smaltimento delle liste d’attesa.

Opposizione
Gruppo Movimento 5 Stelle Piemonte
Gruppo consiliare
Il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Piemonte è presieduto da Paolo Domenico Mighetti. Francesca Frediani è il vicepresidente. Gli altri consiglieri sono: Gianpaolo Andrissi, Stefania Batzella, Giorgio Bertola, Davide Bono, Mauro Willem Campo e Federico Valletti.
Nina Celli, 05/08/2016

Se è vero che è stata realizzata “l’apertura della scuola di odontoiatria per cure a basso costo o l’impiego di medici volontari”, percorso iniziato dalla precedente Giunta, ci risulta che ad oggi si sia tutto fermato. Disatteso completamente anche l’impegno allo sviluppo di eccellenze come “prevenzione, screening e accompagnamento alla nascita”. Al contrario evidenziamo la chiusura di diversi punti nascite in tutto il Piemonte: Susa, Carmagnola, Cuorgné ed Acqui Terme. Ricordiamo inoltre come appena il 3% delle risorse venga attualmente destinato alla prevenzione mentre la legge nazionale imporrebbe il 5%. Nessun intervento risolutivo e complessivo per quanto riguarda il monitoraggio dei rischi ambientali ma solo provvedimenti “tampone” su singoli casi. Sul fronte sicurezza sul lavoro la Giunta non ha fatto nulla, ricordiamo solo una mozione del Movimento 5 Stelle mirata a garantire la mobilità sui mezzi pubblici, sull’intero territorio regionale, agli Ispettori del Lavoro. Sempre grazie all’approvazione di un atto d’indirizzo a 5 stelle siamo riusciti ad ottenere un tiepido impegno della Giunta per finanziare il Fondo di solidarietà per le vittime degli incidenti sul lavoro, che ad oggi comunque risulta azzerato.

Maggioranza
Marco Grimaldi
Presidente Gruppo Sel-Si Piemonte
Marco Grimaldi nasce a Torino l'8 novembre 1980. L'impegno politico inizia sin dai tempi del liceo e nel 2001 viene eletto senatore degli studenti all'Università degli Studi di Torino. Dal 2001 al 2004 è segretario provinciale della Sinistra giovanile. Nel 2006 diventa consigliere comunale di Torino nella lista Democratici di Sinistra-Ulivo, impegnandosi nei settori legati alla cultura giovanile, alla lotta alle nuove dipendenze e all’ambiente. Nel 2011 viene nuovamente eletto in Consiglio comunale per Sinistra Ecologia Libertà. Nel 2014 è eletto in Consiglio regionale nella lista maggioritaria.
Redazione, 14/10/2016

Le sperimentazioni sono il volto positivo dell’esperienza sanitaria, ma personalmente vorrei analizzare gli ambiti più critici del settore, cioè affrontare analiticamente i problemi più importanti, in particolare due deficit che, a mio parere, non abbiamo ancora colmato.

Il primo è il saldo negativo della mobilità passiva, che impatta sul nostro bilancio con più di 280 milioni di euro. Negli ultimi 10 anni molti degli enti convenzionati, degli enti privati e profit hanno svolto, purtroppo, un’azione di vera e propria concorrenza sleale, fatturando in altre regioni, o ancor peggio, utilizzando le sedi piemontesi per attrarre pazienti fuori dai nostri confini. Tutto ciò impatta negativamente sul bilancio e rischia di mostrare il volto peggiore della Sanità. Il pericolo è che ci sia sempre più una Sanità di serie A, in cui tra l’altro i privati possono attrarre più facilmente i solventi, cioè coloro che se lo possono permettere, a fianco a una Sanità pubblica che rischia di attrarre solo i non abbienti, e quindi costare ovviamente e traumaticamente di più.

L’altro punto su cui, secondo me, bisogna lavorare di più riguarda la chiusura di alcuni ospedali mono-specialistici. Le riaggregazioni territoriali sono giuste, ma bisogna evitare che le strutture rimangano vuote, perché poi la percezione è quella di un abbassamento della qualità del servizio.

Cosa intendo con questa critica? Credo sia giunto il momento di restituire dignità a quegli spazi vuoti, a una medicina territoriale che può essere fatta di poliambulatori e delle “case della salute”, riprendendo una politica di assunzioni – visto che siamo a un passo dall’uscita dal commissariamento della Sanità –, cominciando dai cosiddetti “infermieri di famiglia”. L’infermiere di famiglia è una figura che vorremmo introdurre nella Sanità piemontese per la prevenzione. La gran parte delle spese riguarda gli ultrasessantenni, ma se alcune di queste spese si potessero prevenire, tra l’altro migliorando il quadro della salute complessiva della nostra popolazione, faremmo un gran favore a tutti, non solo al nostro bilancio. Per questo credo che le case della salute e, in generale, i medici di famiglia e gli infermieri di famiglia, debbano stare dentro un disegno più territoriale della Sanità.

Con questo faccio un ultimo passaggio su quello che è, secondo me, l’errore di fondo. Il Governo ormai da più di cinque anni non sostiene più gli assegni di cura nei cosiddetti LEA, cioè i Livelli essenziali di assistenza, e quindi li considera extra-Lea, fuori dal budget sanitario. Noi abbiamo provato in tutti i modi a coprire queste risorse, siamo perciò almeno riusciti a pagare quei quindicimila assegni di cura. Però le liste di attesa rimangono enormi. E c’è un paradosso: se una persona ci costa 30€ al giorno in una struttura sanitaria ospedaliera, ce ne costa più di 15€ al giorno in una RSA, cioè in una struttura residenziale, mentre in famiglia ci costerebbe meno di 10€ al giorno (fra i 5€ e i 10€ al giorno). Potremmo quindi spendere molto meno e consentire alle persone di restare nelle proprie case. La Sanità pubblica deve capire che alcune spese territoriali di domiciliarità leggera e non sono inferiori e più utili, conferendo anche più dignità a quei care giver che spesso coincidono con le famiglie stesse. Questo è forse il limite della parte programmatica.

Opposizione
Gruppo Forza Italia Piemonte
Gruppo Forza Italia Piemonte
Il Gruppo Forza Italia della Regione Piemonte è presieduto da Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Graglia è il suo vice. Gli altri consiglieri sono: Massimo Berutti, Claudia Porchietto, Daniela Ruffino, Diego Sozzani, Gian Luca Vignale.
Nina Celli, 17/10/2016

L’intervento del Gruppo Forza Italia Piemonte è stato inviato dal portavoce Davide Balena

Promessa: saranno realizzati progetti straordinari come l’apertura della scuola di odontoiatria per cure a basso costo o l’impiego di medici volontari. Saranno, inoltre, mantenute e sviluppate una serie di eccellenze: prevenzione, screening, accompagnamento alla nascita, monitoraggio dei rischi ambientali, sicurezza sul lavoro
Commento: al momento le eccellenze che erano presenti prima oggi continuano ad esserlo salvo i tentativi di smantellamento come quello relativo all’Ospedale oftalmico di Torino

Redazione
Redazione PCH
Redazione
Redazione, 10/02/2017

La redazione Promise Checking ha esteso l’invito a intervenire a tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.
Dei gruppi consiliari attualmente non intervenuti in piattaforma, ha accolto l’invito ma non ha ancora inviato il contributo il gruppo Lega Nord Piemonte (presidente Gianna Gancia).

Non hanno ancora dato riscontro circa la volontà d’intervenire i seguenti gruppi consiliari: PD (presidente Davide Gariglio); Moderati (presidente Maria Carla Chiapello); Scelta di rete civica per Chiamparino (presidente Alfredo Monaco).

Ha declinato l’invito a intervenire il gruppo Chiamparino per il Piemonte (presidente Mario Giaccone).