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PESCARA – “Si partiva da una situazione difficile. Penso che le politiche messe in atto in questi anni abbiano dato delle risposte e i dati ci confortano, per l’aumento dell’occupazione che si è registrato in Basilicata, soprattutto negli ultimi due anni con circa 10.000 nuovi posti di lavoro. Per arrivare a questo risultato sono state messe in campo una serie di politiche e di riforme nel settore che in qualche modo stanno cominciando a dare i propri frutti”.

Il presidente del gruppo Pd in Regione Basilicata, Roberto Cifarelli, nell’intervista rilasciata alla redazione Promise Checking, si dice soddisfatto delle politiche della Giunta guidata da Marcello Pittella, in particolar modo per quel che riguarda il lavoro e la formazione. “Mi riferisco, ad esempio, alla nuova legge sulla formazione, sull’apprendistato permanente, alla legge per la riforma delle agenzie per l’impiego e della formazione – continua il consigliere di maggioranza – Abbiamo dato nuovo impulso a Sviluppo Basilicata, in particolar modo per le politiche in favore dell’auto-imprenditorialità giovanile e per il micro credito. Si sta lavorando anche nel campo della scuola e della formazione per l’istituzione in Basilicata, con un po’ di ritardo, degli ITS”.

Stesso discorso per le politiche nell’ambito Reti, Trasporto e banda larga. Cifarelli afferma, infatti, che i lavori per coprire tutti i comuni della Basilicata con banda larga sono a buon punto; così come quelli relativi ai trasporti, che hanno portato all’importantissimo collegamento, già attivo, con l’alta velocità a Salerno. Si è lavorato anche sugli aeroporti, entrando nella società di gestione dello scalo di Pontecagnano e concentrandosi sullo scalo Mattei di Pisticci, con l’obiettivo di renderlo aeroporto di terzo livello.

Più critico, invece, sul settore del petrolio e sui rapporti con le multinazionali impegnate nelle estrazioni sul territorio: “Il centro oli di Viggiano è fermo. Personalmente penso che con Eni e Total vadano rivisti gli accordi, perché quelli vigenti sono datati e non sono stati rispettati appieno, né dalle aziende né dallo Stato. A distanza di vent’anni dall’accordo del 1998 con Eni abbiamo necessità di rivedere le cose, anche perché l’impianto di Val d’Agri è ormai vecchio e ha bisogno di un revamping serio, altrimenti il tema degli sversamenti lo continueremo a trovare in maniera sistematica, oltre a quello delle cosiddette fiammate”.