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Attivato il primo bando di filiera del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, con risorse pari a 135,8 milioni di euro, finalizzate a sostenere progetti che riaggreghino aziende agricole, di trasformazione e di commercializzazione.

Il bando, dunque, mira a incentivare le imprese nei progetti comuni, perché la frammentazione e le piccole dimensioni delle aziende rappresentano da sempre seri limiti per l’agricoltura italiana. Il numero minimo di aziende previsto per le associazioni varia a seconda del settore: dovranno essere almeno cinque per l’ambito lattiero-caseario e almeno diciotto per quello ortofrutticolo.

I fondi stanziati andranno a finanziare maggiormente il settore agricolo, proprio per la sua centralità, con 72,4 milioni di euro sul totale di 135,8 milioni. I restanti 52,4 milioni saranno destinati alle imprese agroindustriali. Il 51% delle materie prime, inoltre, dovrà provenire dalle aziende agricole che fanno parte dell’accordo.

Il progetto dovrà essere presentato dall’impresa capofila entro il 28 aprile e, dopo la stesura di un catalogo dei progetti, le imprese singole potranno aderire entro il 1 luglio. Il completamento del progetto di filiera da parte dell’azienda capofila dovrà avvenire non oltre il 31 luglio. Entro il 28 febbraio 2018 sarà pubblicata la graduatoria finale.

Il bando si rivolge a tutti i settori più importanti del mondo agroalimentare regionale: lattiero-caseario, avicole e delle uova, delle carni, vitivinicolo, seminativo, ortofrutticolo, dell’olio d’oliva, dell’aceto balsamico, dei vivai, della canapa, della frutta.

I contributi partiranno dal 35% per le aziende delle zone ordinarie e di trasformazione, al 45% per le imprese agricole gestite da giovani o situate in zone svantaggiate, al 70% per i progetti rivolti all’innovazione. Ogni singolo progetto potrà usufruire di una cifra compresa tra i 500 mila euro e i 10 milioni, con deroga a 200 mila euro e 2 milioni per i reparti produttivi considerati minori.