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PESCARA – Giovanni Donzelli, presidente del gruppo consiliare d’opposizione Fratelli d’Italia-AN-Liste civiche per Giorgia Meloni, nell’intervista rilasciata alla redazione Promise Checking, analizza lo stato di attuazione delle promesse fatte da Enrico Rossi nella campagna elettorale del 2015, nella quale è stato riconfermato per la seconda volta consecutiva governatore della Toscana.

Le critiche di Donzelli sono rivolte al programma di Rossi nella sua complessità, a partire dal primo ambito, il lavoro. “Gran parte dell’occupazione in Toscana viene garantita dal sistema dominato dai grandi gruppi cooperativi e dalle grandi banche, alcune delle quali finite nel crack finanziario, come Mps e Banca Etruria, che soppiantano il merito a vantaggio del metodo clientelistico e amicale. Più che investimenti per le imprese in Toscana si concedono ‘mance’ ad personam, come dimostra il caso di Fidi Toscana, finanziaria della Regione che ha coperto un mutuo all’azienda Chil della famiglia Renzi, poi fallita”.

Stesso discorso per le politiche rivolte ai giovani, con il progetto Giovani Sì emblema del fallimento. Secondo il consigliere d’opposizione, è stato speso moltissimo denaro senza un reale riscontro nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: il sistema dei tirocini si è rivelato inconsistente, con risultati tutt’altro che positivi. Insoddisfatto anche per l’impegno promesso sulle “start up” e sul fronte dell’accesso al credito.

Anche la gestione dei rifiuti lascia a desiderare: “la percentuale di raccolta differenziata in Toscana – spiega il politico – raggiunge ad oggi appena il 49,76%, frutto di una politica sconclusionata nella gestione dei rifiuti. La riduzione degli impianti è una correzione improvvisata in corsa, dovuta alla totale mancanza di programmazione e conseguenza delle mobilitazioni delle comunità locali che hanno messo in evidenza le grossolane anomalie”.

È sulla sanità, infine, che Donzelli mostra le maggiori perplessità: “La politica sulla sanità è fortemente deficitaria, tutt’altro rispetto alla rappresentazione che la sinistra prova a far passare su un fantomatico ‘modello toscano’. Gli esigui risparmi messi in campo sono del tutto sproporzionati rispetto alle pesanti conseguenze per i cittadini in termini di servizi”. Si registrano, infatti, chiusure di strutture sanitarie che garantivano copertura di territorio, taglio di posti letto, carenza di personale sanitario. “I benefici delle esenzioni sui ticket – conclude – risultano annullati da un assurdo contributo sulla digitalizzazione del servizio, che ogni anno ammonta ad almeno 10 milioni di euro”.