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Contro la Legge regionale 22 giugno 2017, n. 19, “Misure di semplificazione e linee guida di supporto ai Comuni in materia di governo del territorio” si è mosso il governo nazionale, impugnando detta legge, poiché, stando a quanto di legge nel Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.41 del 7 agosto 2017, “in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio contenuti nel d.p.r. n. 380/2001, nonché con le norme statali preordinate alla tutela dell’ambiente, in violazione dell’art. 117, commi 2, lettera s) e 3, della Costituzione”.

Della legge regionale in questione, che prevede “misure alternative alla demolizione degli immobili abusivi e ampliamenti degli edifici adibiti ad attività manifatturiere, industriali e artigianali realizzabili in assenza di pianificazione urbanistica” prevede la vendita o affitto a favore di chi risiede nell’immobile abusivo, introducendo il principio, già previsto dal DDL Falanga, già approvato in Senato il 17 maggio 2017 e in attesa del passaggio alla Camera, di “abusivismo di necessità”.

Tuttavia, ciò rischia di costituire una sorta di incentivo a ultimare e occupare gli edifici abusivi e all’abusivismo in generale, una sorta di “sanatoria strisciante”, poiché l’edificio che dovrebbe essere abbattuto, dopo essere passato al Comune, tornerebbe a pieno titolo in possesso di chi già lo occupa e che probabilmente ha edificato l’immobile illegalmente.
La Regione Campania eviterebbe, in tal modo, la demolizione di molti immobili abusivi, con forte disappunto delle associazioni ambientaliste.
Sulla legge impugnata dal governo Gentiloni dovrà ora esprimersi la Corte Costituzionale.

FONTI
http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n41/7956
http://www.ordineingegnerinapoli.it/news/documenti-2017/L.R.19-2017.pdf