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PESCARA – La redazione Promise Checking presenta l’intervento di Stefano Mugnai, presidente del gruppo Forza Italia, in merito alle politiche regionali messe in campo dal governatore toscano Enrico Rossi. In particolare, il consigliere d’opposizione dà il suo contributo al progetto, con un controllo dello stato di attuazione delle promesse presenti nel programma elettorale del 2015, concentrando le maggiori critiche nell’ambito del lavoro e in quello della sanità.

Per ciò che concerne il lavoro, “ci deve essere un fraintendimento di fondo: portare la Toscana tra le prime tre regioni per numero di start-up gioverà forse al governatore, ma non alle start-up che tali resteranno se poi, spiccato il volo come colombe, vengono impallinate dalla stessa burocrazia regionale”. Per Mugnai c’è sì la necessità di creare nuove imprese, ma queste devono avere basi solide per poter durare nel tempo. Nella situazione attuale, invece, ciò che si vede è un’elevatissima mortalità imprenditoriale e condizioni di lavoro precarie e poco gratificanti.

“Vedo invece meglio la ruralità – continua il consigliere – Da parte dei giovani, oggi, si assiste a un ritorno alla terra sempre più qualificato, innovativo, ecocompatibile, etico. Per questa tendenza la Toscana rappresenta il luogo ideale, spontaneamente accogliente e adatto a prescindere, per fortuna, dalle politiche regionali che in questi anni non sono state in grado neppure di mettere agricoltori e allevatori al riparo dai danni di ungulati e predatori”.

Ma è nell’ambito delle politiche sanitarie che Mugnai mostra le maggiori perplessità: “dei punti del programma, uno in particolare, quello della riduzione delle aziende sanitarie, più che una promessa era una minaccia, e purtroppo è stata attuata”. Sulla riorganizzazione delle Asl, il capogruppo contrappone quella che era la proposta di Forza Italia, che seguiva un sistema di accorpamento rispettoso delle vocazioni territoriali, rispetto all’azione del governo che ha creato tre aziende sanitarie d’area vasta, attuando i tagli con “l’accetta”.

I risultati per Mugnai sono catastrofici: taglio drastico di servizi sanitari, allungamento delle liste d’attesa, mancanza di posti letto negli ospedali, personale sanitario ridotto al lumicino. Anche dove si può essere d’accordo sulle intenzioni, come per la creazione della centrale unica d’acquisto, frutto di una proposta dello stesso Mugnai, i risvolti concreti risultano tutt’altro che gratificanti. Dopo la riforma, infatti, le forniture mancano, negli ospedali c’è penuria di farmaci e spesso, come accaduto in Versilia, i materiali si perdono nel processo di consegna.

In conclusione, “mentre le eccellenze non aumentano, le disuguaglianze rimangono. La popolazione soggetta a ticket non è mutata. Lasciati senza aiuto sono tutti coloro che per accedere alle prestazioni devono rivolgersi al privato o alla libera professione se non vogliono sottostare a mesi, a volte anni, di attese”.