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Il 6 marzo è stata avviata la terza fase del ReD (Reddito di Dignità), in una giornata simbolica per i tanti pugliesi che hanno fatto richiesta e per i Comuni di residenza che si sono impegnati per l’elaborazione dei progetti individuali di inclusione attiva.

Il governatore di Regione Puglia, Michele Emiliano, si è detto soddisfatto del lavoro fatto finora a riguardo: “È stato emozionante vedere cittadini e cittadine, in molti casi accompagnati dalle loro famiglie, sottoscrivere oggi i patti di inclusione che attivano il Reddito di Dignità. La sottoscrizione significa che entrano nel vivo le attività e i tirocini con il relativo beneficio economico. Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto. Siamo la prima regione di Italia a sperimentare una misura universale di contrasto alla povertà che mira a sostenere chi ha più bisogno, non attraverso una forma assistenzialistica, ma coinvolgendo le persone per il loro reinserimento nel mondo del lavoro, con un sostegno concreto. Monitoreremo lo stato dei lavori nel tempo, anche perché si tratta della prima esperienza di questo tipo. Ringrazio davvero tutti coloro che sono impegnati per il successo di questa misura, i Sindaci, i Comuni, gli Ambiti territoriali, tutto il personale amministrativo, la struttura regionale, l’Inps, il partenariato socio-economico”.

Emiliano ha tenuto a sottolineare il successo dell’operazione, in riferimento soprattutto al processo di abbinamento dei singoli beneficiari a percorsi di inserimento socio-lavorativo, ponendo così le basi per un’evoluzione attiva del ReD.

Dello stesso parere l’assessore al Welfare, Salvatore Negro, intervenuto durante la cerimonia di sottoscrizione dei patti a Gallipoli: “Il governo regionale ha messo a disposizione 35 milioni di euro all’anno, che insieme allo stanziamento nazionale, rendono disponibili in Puglia circa 114 Milioni di Euro per il primo anno, con una prospettiva di incremento. Si tratta di uno stanziamento mai visto nei confronti di quelle persone che sono fuori dal circuito lavorativo e vivono in condizioni di fragilità economica o di marginalità sociale. L’augurio che facciamo a tutti loro è che possano vivere questo periodo di impegno reciproco con la comunità come una concreta opportunità per rimettersi in gioco e sentirsi di nuovo nella piena capacità di sostenere la propria famiglia e guardare al futuro con più serenità. Con ReD né la Regione né i Comuni possono promettere posti di lavoro, ma sicuramente possono promettere un sostegno concreto e una iniezione di fiducia nelle proprie capacità e nella capacità di accoglienza che le comunità locali tornano ad avere”.