Enrico Rossi
Presidente Regione Toscana

Enrico Rossi nasce il 25 agosto 1958 a Bibiana, in provincia di Pisa, da una famiglia operaia. Consegue la maturità classica al liceo di Pontedera e successivamente si laurea in Filosofia all’Università di Pisa, con una tesi sulla filosofa ungherese Agnes Heller, simbolo del dissenso comunista. Dopo la collaborazione giornalistica con la testata regionale “Il Tirreno”, nel 1985 decide di dedicarsi a tempo pieno all’attività politica.

Sindaco di Pontedera
Nei primi cinque anni ricopre le cariche di assessore e vicesindaco del comune di Pontedera, di cui diverrà, nel 1990, primo cittadino, mantenendo il titolo fino al 1999. Tra le misure di maggior rilevanza attuate durante questo periodo, si ricorda l’impegno per impedire alla Piaggio, storica azienda di Pontedera, il trasferimento in Campania, che avrebbe provocato un drastico calo occupazionale sul territorio. Anche l’innovativo “Progetto Pontedera” nasce e si sviluppa sotto il suo operato, con la creazione e l’incentivazione di nuove attività: nuove officine, ammodernamento della zona industriale, istituzione del Polo Tecnologico e del Museo Piaggio.

Politica regionale: assessore alla Sanità
Nel 2000, con 16.248 voti, viene eletto con la lista dei Democratici di Sinistra nella circoscrizione di Pisa e il Presidente di Regione, Claudio Martini, gli affida l’incarico di assessore al Diritto alla salute. Nel 2005 viene riconfermato nella carica, dopo le primarie per la scelta dei candidati al consiglio regionale, nelle quali risulta il politico più votato.

Presidente della Regione Toscana: primo mandato
Il 28 e 29 marzo 2010 Enrico Rossi vince le elezioni Regionali alla guida della coalizione di centro sinistra composta da Partito Democratico, Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sinistra e Libertà, ottenendo il 59,7% delle preferenze con 1.055.571 voti. Schiaccia al primo turno, dunque, la diretta avversaria della coalizione di centro destra, Popolo della Libertà e Lega Nord, Monica Faenzi, che non supera il 34,44% con 608.680 voti (Speciale elezioni 2010 – Elezioni Regionali Toscana, “La Repubblica”, 30 marzo 2010). Tra i maggiori risultati raggiunti durante il suo primo mandato da Governatore della Toscana si ricordano il piano rifiuti, il piano paesaggistico, le agevolazioni per i lavoratori pendolari, la spending review regionale, il progetto “Giovani Sì” e il pano “Toscana Solidale”.

Presidente della Regione Toscana: secondo mandato
Il 31 maggio 2015 si ricandida alle Regionali, vincendo ancora una volta al primo turno e riconfermandosi Presidente della Regione Toscana. Con 656.920 voti conquista, infatti, il 48,02% e 24 seggi, battendo Claudio Borghi (20, 02%) a capo di Lega Nord e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che si aggiudica 7 seggi. Il Movimento 5 Stelle, guidato da Giacomo Giannarelli, chiude, invece, al terzo posto con il 15,05% e 5 seggi (Elezioni Regionali 2015 – Toscana, “La Repubblica”, 10 giugno 2015).

Rossi lascia il PD. Il nuovo partito “Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti”
Nel febbraio 2017, dopo anni di dissenso interno alla linea del Partito Democratico di Renzi, Enrico Rossi decide di riconsegnare la tessera. “Abbiamo provato, fino all’ultimo, a proporre un dialogo, ad avanzare proposte – scrive il governatore sul suo sito –  Da parte della maggioranza del Partito Democratico è stato alzato un muro e non abbiamo avuto nessuna risposta, né di merito né di metodo”. Le critiche di Rossi si concentrano sull’operato di Renzi e sulle disfatte alle amministrative e al referendum del 4 dicembre “Si vuole ridurre tutto ad una conta per riconsegnare la guida del partito al segretario uscente”. Renzi viene accusato di voler eliminare la “sinistra”, andando contro l’essenza di un partito plurale di centrosinistra: “È stato il segno, credo l’ennesimo, di una corsa a destra che sancisce la fine del PD” (Enrico Rossi, Perché ho deciso di lasciare il PD, “enricorossi.info”, consultato il 24 aprile 2017).
Il 25 febbraio, alla città dell’Altra economia a Roma, Enrico Rossi, insieme a Roberto Speranza, altro fuoriuscito del PD, e all’ex Sinistra Italiana, Massimiliano Smeriglio, presenta la nuova formazione politica “Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti”, con chiaro richiamo al primo articolo della Costituzione italiana. Tra i fondatori del nuovo movimento ci sono anche Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema (Nasce Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti, “La Repubblica”, 25 febbraio 2017).

Promesse elettorali di Enrico Rossi

Il programma elettorale di Enrico Rossi alle Elezioni Regione Toscana 2015

  • Leonardo Marras - Maggioranza

    È stato approvato il “Piano Integrato per l’Occupazione”, I cui interventi sono rivolti ai disoccupati privi di prestazioni a sostegno del reddito. Mettiamo a disposizione diversi incentivi che vanno dal sostegno alle imprese giovanili e femminili, alle agevolazioni per giovani professioni e beneficiari di ammortizzatori sociali, ai contributi specifici per le imprese agricole, all’equiparazione dei professionisti ai lavoratori dipendenti.

    Stefano Mugnai - Opposizione

    Nuove imprese sì, ma non che durino lo spazio di un mattino o, per restare in tema, di una start-up per l’appunto. Il resto sono tante parole, linguaggio appropriato che però suona vuoto dinanzi a una realtà in cui la mortalità imprenditoriale resta elevatissima e i posti di lavoro sono troppo spesso di ‘cattivo’ lavoro. Meglio la ruralità: da parte dei giovani, oggi, si assiste a un ritorno alla terra sempre più qualificato, innovativo, ecocompatibile, etico.

    Giovanni Donzelli - Opposizione

    Gran parte dell’occupazione in Toscana viene garantita dal sistema dominato dai grandi gruppi cooperativi e dalle grandi banche, alcune delle quali finite nel crack finanziario. Più che investimenti per le imprese in Toscana si concedono “mance” ad personam, come dimostra il caso di Fidi Toscana. Sul fronte rurale la Regione Toscana insiste sulla cooperazione, modello che ha già fallito.

    Manuel Vescovi - Opposizione

    Per il lavoro nulla. Solo riformette e nulla più. Per cambiare il settore del lavoro, e non solo in Toscana ma in tutta Italia, c’è bisogno di una riforma importante.

    Giacomo Giannarelli - Opposizione

    Quasi due anni per approvare il Programma di Sviluppo Regionale. I 25 nuovi poli tecnico-professionali son stati avviati nel 2014. Non c’è traccia dello “Start-up system toscano” nel PRS e, infine, i 60 milioni per “inserire le persone nel mondo del lavoro” erano da Fondi Europei già stanziati.

  • Leonardo Marras - Maggioranza

    Nel Programma regionale di sviluppo, tra i 24 progetti strategici per la Toscana dei prossimi anni abbiamo individuato anche Giovanisì, che dalla sua nascita ha dimostrato di essere il giusto mezzo per veicolare misure a sostegno dell’autonomia dei giovani.

    Stefano Mugnai - Opposizione

    La creatività dei giovani in Toscana resta frustrata a causa delle politica della giunta. Sull’impatto di GiovaniSì sono freschi i dati frutto di elaborazione Irpet: tra i ragazzi che hanno fruito dei tirocini legati al progetto uno su dieci ha trovato un impiego entro i tre anni. Quanto al “doppio della forza e delle risorse”, la medesima indagine afferma che oggi i tirocini a disposizione sono la metà in più che nel 2009.

    Giovanni Donzelli - Opposizione

    Il progetto GiovaniSì è l’emblema del fallimento delle politiche toscane. Pessimo anche l’impegno sulle “start up”. Ancora peggio sul fronte dell’accesso al credito, dove la regione è solo tredicesima in una classifica stilata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

    Manuel Vescovi - Opposizione

    Penso che le promesse in questo ambito siano tutte scatole vuote. Personalmente vengo chiamato quasi sempre per problemi di lavoro delle fasce più giovani della popolazione, e la sensazione che ho è che in cantiere non ci sia nulla di risolutivo. Se risultati possano arrivare tra dieci anni questo non so, ma ad oggi, ripeto, sono un insieme di scatole vuote che non producono nulla.

    Giacomo Giannarelli - Opposizione

    L’attuale Programma Regionale di Sviluppo prevede per GiovaniSì 379,39 mln di euro (2016-2020). Il precedente PRS ne prevedeva 498 milioni. Sul resto, al netto di progetti vincolati con finanziamenti europei sul risparmio energetico, ci pare manchi qualsiasi riscontro al momento.

  • Leonardo Marras - Maggioranza

    Sono state ridotte le Aziende Sanitarie da 16 a 7 e siamo passati da 3 centrali d’acquisto di beni e servizi ad una; il 68% delle prestazioni specialistiche è erogato in regime di esenzione e il ticket aggiuntivo regionale è pagato solo per il 27% delle prestazioni. Dal 2014, la Toscana investe 9mln di euro per assicurare continuità ai progetti di vita indipendente per le persone con grave disabilità. Con DGRT 647/2015 si è avviato un programma volto a garantire l’accesso gratuito alla terapia farmacologica per la cura della epatite C.

    Stefano Mugnai - Opposizione

    La riduzione delle aziende sanitarie, più che una promessa era una minaccia: e purtroppo è stata attuata. Il sistema di accorpamento previsto da noi si basava sulle vocazioni territoriali, al contrario di quello del governo. La centrale unica d’acquisto, frutto proprio dell’accoglimento unanime di una mia mozione nella passata legislatura, è realtà. Risultato: le forniture mancano. Le eccellenze non aumentano, le disuguaglianze rimangono. La popolazione soggetta a ticket non è mutata.

    Giovanni Donzelli - Opposizione

    La politica sulla sanità è fortemente deficitaria, tutt’altro rispetto alla rappresentazione che si prova a far passare su un fantomatico “modello toscano”. Pesanti conseguenze per i cittadini in termini di servizi: chiusura di strutture sanitarie, taglio di posti letto, liste di attesa, carenza di personale. I benefici delle esenzioni sui ticket risultano annullati da un assurdo contributo sulla digitalizzazione del servizio.

    Manuel Vescovi - Opposizione

    Sulle politiche sanitarie le riporto due casi di questa mattina, il primo di gestione e l’altro di malasanità. Una fondazione dona un macchinario ad un ospedale di Figline Valdarno, ma il macchinario non può essere accettato perché è usato sia per curare problemi al ginocchio che al braccio. L’altra riguarda una bambina di tre anni che doveva sostenere una visita alla vista e le danno disponibilità dopo un anno.

    Giacomo Giannarelli - Opposizione

    Già nella scorsa legislatura avevano provato a passare da 3 a 1 centrai d’acquisto di beni e servizi, con esiti tragicomici. Il numero di aziende ospedaliere dichiarato è falso: sono 6 e non 9. Tutti i toscani pagano il “contributo di digitalizzazione” e non conosciamo i dettagli della spesa sanitaria che ammonta a oltra 9 miliardi.

  • Leonardo Marras - Maggioranza

    In questo ambito i dati sono positivi: raggiunta la percentuale del 70% di raccolta differenziata e la produzione pro capite di rifiuti urbani totale risulta in diminuzione.
    Per il dissesto idrogeologico, il bilancio già oggi prevede risorse per 50 milioni di euro, ma in realtà l’effettiva capacità di spesa negli ultimi anni è di almeno 100 milioni di euro.

    Stefano Mugnai - Opposizione

    L’Ato della Toscana del sud è al centro di un’inchiesta giudiziaria. Il numero di inceneritori è rimasto lo stesso, così come quello delle discariche. Il merito dei tessuti urbani riqualificati è di alcuni sindaci e non del governo regionale. In generale si assiste ad un impoverimento qualitativo delle nostre città.

    Giovanni Donzelli - Opposizione

    La percentuale di raccolta differenziata in Toscana è di appena il 49,76%. La riduzione degli impianti è una correzione improvvisata in corsa. Sulla realizzazione dell’inceneritore di Firenze grava una sentenza di annullamento dell’autorizzazione. Pochi i risultati anche sul fronte discariche, con la proliferazione dell’abusivismo: caso clamoroso è quello della cava di Paterno.

    Manuel Vescovi - Opposizione

    Vivo nel comune di Agliana nel cui territorio c’è un inceneritore che ha un forte impatto sulla salute dei cittadini. Ci sono indagini a riguardo ma l’inceneritore resterà fino al 2023. Per cui sono belle promesse, ma restano tali. D’altronde è da cinquant’anni che in Toscana governa lo stesso colore politico che continua a fare sempre le stesse promesse.

    Giacomo Giannarelli - Opposizione

    Ad oggi siamo al 46%, 13esima regione italiana per raccolta differenziata. Gli inceneritori sono sempre 9 e per l’aumento della quota di recupero energetico siamo intorno al 13%. Le discariche sono ancora 11 e ricevono circa il 36% dei rifiuti. Il bilancio previsionale è 62 mln sul 2017 poi a scendere fino a 47 mln nel 2019.

  • Leonardo Marras - Maggioranza

    Ultimato il progetto per la banda larga nelle zone più marginali del territorio, con l’attivazione di oltre 23mila utenze; si è affrontato il tema del contatto fra cittadini e PA, avviando “open.toscana.it”, una piattaforma tramite la quale si accedere ai servizi on-line della PA, e quello della partecipazione, tramite “partecipa.toscana.it”.
    Indetta la gara per l’affidamento del trasporto pubblico su gomma; firmato il nuovo Accordo Quadro con RFI per l’upgrade della rete e maggiori capacità di traffico; abbiamo rinnovato il contratto con Trenitalia. Inoltre, la realizzazione della stazione alta velocità di Firenze sembra giunta ad una svolta ed è notevole l’investimento regionale nei porti.

    Stefano Mugnai - Opposizione

    Per entrare nel capoluogo, Firenze, da ovunque si arrivi si resta in coda. La gara TPL è ancora in mezzo al guado della guerra di carte bollate, il Nodo Fiorentino dell’Alta Velocità nessuno per ora l’ha sciolto. Sulla portualità è intervenuto un riassetto nazionale, mentre i pendolari che usano i treni viaggiano tra mille disagi. Un po’ meglio per quel che riguarda le infrastrutture immateriali.

    Giovanni Donzelli - Opposizione

    Gran parte dell’occupazione in Toscana viene garantita dal sistema dominato dai grandi gruppi cooperativi e dalle grandi banche, alcune delle quali finite nel crack finanziario. Più che investimenti per le imprese in Toscana si concedono “mance” ad personam, come dimostra il caso di Fidi Toscana. Sul fronte rurale la Regione Toscana insiste sulla cooperazione, modello che ha già fallito.

    Manuel Vescovi - Opposizione

    Lucca-Firenze, 80-90 km, si percorre in due ore. Per non parlare dei ritardi continui dei treni locali e delle difficoltà che si incontrano se si vuole raggiungere il sud della regione da Firenze. Stesso discorso per quanto riguarda lo stato delle strade e la mobilità su gomma.

    Giacomo Giannarelli - Opposizione

    Rinviato il rinnovo del parco mezzi. Miglioramento servizio con treni Jazz e Swing già fatto nella scorsa legislatura. Partito primo lotto per il raddoppio ferroviario Pistoia-Lucca, ma non si raddoppierà la parte di Montecatini. Il Nodo fiorentino AV è fermo. I lavori sulle strade non sono pagati dalla regione. Darsena Europa ha visto rimandare per tre volte la scadenza delle manifestazioni d’interesse.