Roberto Maroni
Presidente Regione Lombardia

Roberto Ernesto Maroni, nato a Varese il 15 marzo 1955, laureato in giurisprudenza, attualmente governatore della Regione Lombardia, è conosciuto per essere stato uno dei fondatori della Lega Lombarda. Prima della sua nota attività politica a fianco di Umberto Bossi, che iniziò nel 1979, Maroni aveva militato in movimenti politici di sinistra, come Democrazia Proletaria.

Maroni è stato uno dei protagonisti della fase secessionista della Lega di fine anni Novanta, con la “proclamazione d’indipendenza della Padania”, avvenuta a Venezia nel 1996.  Fu anche indagato per reati quali il vilipendio dell’Unità Nazionale e in prima fila nei cosiddetti “fatti di via Bellerio”, quando, a Milano, la magistratura dispose la perquisizione di una sede delle “camice verdi”, sospettate di essere un’organizzazione paramilitare, tesa ad attentare all’unità dello Stato. Sposato e con 3 figli, Roberto Maroni ha la musica tra i suoi hobby: suona la tastiera e dagli anni Ottanta fa parte del gruppo rock di Varese, i “Distretto 51”.

Gli incarichi di governo
A partire dal 1994, Roberto Maroni ha iniziato a ricoprire importanti cariche governative, come vicepresidente del Consiglio, ministro dell’Interno prima e ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (Welfare) poi, nei governi Berlusconi.
Nel 1999 diviene coordinatore della segreteria politica nazionale della Lega Nord.
Come ministro dell’Interno, Maroni affrontò innanzitutto le politiche di contrasto alla criminalità organizzata, ottenendo l’inasprimento delle pene per gli appartenenti ad associazioni mafiose e numerosi arresti importanti, soprattutto di latitanti, oltre a un notevole incremento dei sequestri di beni appartenenti ai boss delle mafie, come riportato in Lotta alla criminalità organizzata: i risultati raggiunti”, poliziadistato.it”, del 20 novembre 2008. Durante il suo mandato ottenne anche il divieto di patteggiamento in appello per i reati di mafia. Nel 2010 venne premiato dalla Libera Università “Carlo Cattaneo” di Castellanza, nella sezione speciale del premio “Falcone Borsellino”, come personalità delle istituzioni distintasi nel contrasto alla mafia.

La polemica con Saviano
Tra le vicende pubbliche che più lo hanno coinvolto, come leghista e come ministro dell’Interno, c’è la polemica con Roberto Saviano del novembre 2010.  Lo scrittore e giornalista aveva dichiarato non doversi intendere la Lega immune dal coinvolgimento mafioso in Italia, ma compromessa anche nel Nord e in particolare in Lombardia, dove la ‘ndrangheta ha contatti con gli amministratori leghisti, nonostante il generale vanto della Lega di essere “diversa” dagli altri partiti. L’accusa dell’autore di Gomorra venne fatta durante una puntata di Vieni via con me”, il programma di Fabio Fazio su Rai 3, andata in onda il 15 novembre 2010, che ebbe ascolti record. Maroni parlò di “accuse infamanti” e ottenne di essere invitato anche lui alla trasmissione di Fazio, per diritto di replica. Cosa che avvenne il 22 novembre, quando l’allora ministro dell’Interno rispose a Saviano in tv, elencando i risultati ottenuti dal governo Berlusconi di allora, nel contrasto alla criminalità, soprattutto con il numero record di “superlatitanti” arrestati (A Vieni via con me Maroni zittisce Saviano: “Parole offensive, noi arrestiamo i superlatitanti”, “ilgiornali.it”, 23 novembre 2010).

 Le politiche come ministro dell’Interno
Come ministro dell’Interno, Maroni si occupò anche d’immigrazione, in particolare del contrasto a quella clandestina, con l’introduzione, nel 2009, del reato di immigrazione illegale in Italia; provvedimento da allora molto discusso, ma che Maroni ha sempre difeso. Anche in altri casi, la sua politica sull’immigrazione è stata criticata, subendo un’importante bocciatura, con la condanna del 2012 dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani, per aver respinto verso la Libia fuggiaschi libici, somali ed eritrei nel 2009, quando Maroni era appunto ministro (Karima, Moual, Respingimenti, Italia condannata, “Il Sole 24 Ore”, 24 febbraio 2012).
Sempre in qualità di ministro dell’Interno, Maroni varò alcune leggi significative in materia di sicurezza pubblica, i cosiddetti due “pacchetti sicurezza”. Nel primo decreto, convertito nella legge 24 luglio 2008, n. 125, si stabilivano, tra l’altro, la confisca degli appartamenti affittati a stranieri in condizioni di clandestinità, l’inasprimento delle pene per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, l’attribuzione di maggiori poteri ai sindaci, con la facoltà di emanare provvedimenti urgenti, l’ampliamento delle fattispecie penali perseguibili con il rito del giudizio direttissimo e con quello del giudizio immediato. Con il secondo decreto Maroni (legge 23 aprile 2009, n. 38) si vararono in Italia le “associazioni di osservatori volontari” (le cosiddette ronde), il reato di “atti persecutori” per prevenire lo stalking e il carcere obbligatorio per i sospettatati di violenza sessuale, prostituzione minorile, pedopornografia e turismo sessuale.

Maroni ministro del Lavoro
Tra i principali impegni affrontati da Maroni come ministro del Lavoro ci furono la riforma del lavoro, attuata con il giuslavorista Marco Biagi (ucciso nel 2002 dalle Brigate Rosse) in qualità di consulente, che portò alla legge 14 febbraio 2003, n. 30, nota appunto come legge Biagi/Maroni, essendo stato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il primo firmatario; il varo del discusso “scalone pensionistico”, ossia la legge Maroni sulla riforma delle pensioni, che innalzò l’età pensionabile dai 57 ai 60 anni, approvata nel 2004 ed entrata in vigore nel 2008.

A seguito del cosiddetto “scandalo Belsito”, in riferimento a Francesco Belsito, allora tesoriere della Lega, accusato di appropriazione indebita dei rimborsi elettorali, il 5 aprile del 2012 Umberto Bossi rassegna la dimissioni da segretario federale, affidando la gestione del partito a Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. Fattosi portavoce della battaglia per “fare pulizia” all’interno della Lega, dichiarando una forte volontà di rinnovamento e ritorno alla legalità, il 1º luglio 2012, a chiusura del Congresso federale del partito, Roberto Maroni diviene il nuovo segretario federale. Dal simbolo del partito viene eliminato il nome di Bossi, sostituito dal temine Padania.
In seguito ai ripetuti scandali che coinvolgono numerosi esponenti del governo regionale e lo stesso presidente Formigoni, il 26 ottobre 2012 viene ufficialmente sciolto il Consiglio regionale della Lombardia, preludio delle elezioni anticipate, per le quali Roberto Maroni si propone come candidato della Lega, del PdL e de La Destra.

Governatore della Lombardia
Dopo gli incarichi governativi e in seguito al cambiamento di rotta della politica italiana, avvenuto con la caduta dell’ultimo governo Berlusconi (16 novembre 2011) e con i successivi governi Monti, Letta e Renzi, nonché con la generale erosione del consenso elettorale del Centrodestra in Italia, Roberto Maroni è stato tra i pochi leader di questo schieramento che è riuscito a mantenere un importante ruolo politico.
Il 18 marzo 2013 assume l’incarico di presidente della Regione Lombardia, dopo aver sconfitto lo sfidante del Centrosinistra, Umberto Ambrosoli, nelle elezioni amministrative lombarde, succedendo così a Roberto Formigoni.
Il 26 febbraio 2013, infatti, vince le elezioni regionali lombarde con 2.456.921 voti (42,81%) contro il 38,24% ottenuto da Umberto Ambrosoli.

Non sono mancate sinora, anche come governatore della Regione Lombardia, le polemiche, avendo dovuto affrontare altri scandali politici, come lo “Scandalo sanità” (o Maugeri), in cui è stato coinvolto l’ex governatore Formigoni; così come l’arresto di Mario Mantovani, vicepresidente in Regione e assessore alla Sanità, per un altro affare di tangenti nella Sanità, che ha portato Maroni ad assumere, nel 2015, anche l’assessorato Salute e Welfare ad interim. Il 27 giugno, in occasione di un convegno a Palazzo Pirelli, il governatore annuncia che Giulio Gallera (FI), già assessore al Reddito di autonomia e Pari opportunità, è il nuovo assessore alla Sanità della Regione Lombardia, con deleghe al welfare. Le deleghe sul reddito di autonomia sono passate a Francesca Brianza (Lega), e quelle sulla Città metropolitana sono state assegnate a Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia).
A inizio 2016 un altro scandalo ha colpito il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità, Fabio Rizzi, arrestato anch’egli per tangenti riguardanti gli appalti della Sanità.

FONTI
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=821&biografia=Roberto+Maroni
http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=MaroniRoberto
http://www.poliziadistato.it/articolo/11249-Lotta_alla_criminalita_organizzata_i_risultati_raggiunti/
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c54f3a3b-8510-4b5c-8416-836ac563dedb.html
http://www.ilgiornale.it/news/vieni-me-maroni-zittisce-saviano-parole-offensive-noi.html
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-24/respingimenti-italia-condannata-064107.shtml?uuid=AaWTdowE&refresh_ce=1

Promesse Elettorali di Roberto Maroni

Il programma elettorale di Roberto Maroni alle Elezione Regione Lombardia 2013

  • Roberto Maroni - Governo

    Introdotta agevolazione fiscale per le sturt up innovative. Con la “Legge Impresa Lombardia”, invece, si riduce il carico fiscale alle Piccole e Medie imprese. Per la promessa di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia, l’obiettivo è di ottenere un mandato dal popolo lombardo per una maggiore autonomia. Avvio del nuovo sistema di riscossione tributi, con il licenziamento di Equitalia, sosttuita da RTI Publiservizi e Duomo GPA.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    Il taglio all’Irap è stato attuato dal Governo Renzi, non da Maroni. La moratoria di tre anni per le imprese da adempimenti amministrativi e burocratici non c’è stata, ma è stata fatta solo una legge di semplificazione. Il 75% delle tasse non è stato trattenuto in Lombardia, perché è un ambito non di diretta competenza del Governo regionale, così come l’attuazione di una fiscalità di vantaggio contro la delocalizzazione.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    L’Irap è viva e vegeta, mentre la moratoria per le imprese dagli adempimenti amministrativi e burocratici non esiste. Per le tasse da trattenere, non dipende dalla Regione la fissazione delle quote. Per il contrasto alla delocalizzazione, la legge “Impresa Lombardia” ha dato risultati miseri.

    Raffaele Straniero - Opposizione

    Notevole distanza fra quanto promesso e quanto attuato al riguardo dal governo regionale. Enfatizzazione di promesse che la Giunta Regionale non è stata assolutamente in grado di mantenere. Maroni evidenzia come in caso di vittoria al referendum su autonomia, 27 miliardi dei 54 di residuo fiscale resteranno in Lombardia. Ma non dovevamo trattenere il 75%?

  • Roberto Maroni - Governo

    Prende corpo la “Strategia Macroregionale per le Alpi” con la Lombardia coordinatrice delle regioni italiane partecipanti. Per la riduzione dei costi della politica, varata la Legge Regionale 24 giugno 2013, n. 3 che riduce stipendio a consiglieri, assessori e sottosegretari, le spese dei gruppi, abolisce i vitalizi e riduce gli enti regionali.

    Raffaele Straniero - Opposizione

    L’obiettivo Macro Regione del Nord è di facciata per la campagna elettorale. La Macroregione Alpina, il cui percorso era già in atto all’inizio di questa legislatura, ha avuto naturale compimento. La riduzione dei costi della politica è stata realmente perseguita dall’inizio della legislatura. D’accordo sulla sostanziale eliminazione dei rimborsi. È vero che la Lombardia si posiziona al primo posto tra le regioni in merito all’uso dei fondi europei.

  • Roberto Maroni - Governo

    Riorganizzati gli interventi fiscali a favore delle famiglie. Si sta lavorando al Fattore Famiglia Lombardo. Il Fondo Nasko è stato implementato nel nuovo bonus famiglia all’interno del pacchetto di misure del Reddito di Autonomia. Rifinanziamento per il Buono Scuola, privilegiando le classi più deboli. La riforma sociosanitaria del 2015 è il fiore all’occhiello dell’attività riformista del Governo.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    La promessa sull’estensione della Legge regionale sulla famiglia non è stata mantenuta. Per le esenzioni alle famiglie con più di 3 figli, sono state introdotte misure temporanee, non rivolte a tutte le famiglie, ma a quelle sotto una certa fascia di reddito. Non condivisa la strategia dei Buoni Scuola personali e, in parte, del Fondo Nasko.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    La Legge regionale sulla famiglia non risulta sviluppata. Per le esenzioni alle famiglie si è continuato con moderate facilitazioni, introducendo il requisito discriminatorio della residenza il Lombardia per 5 o più anni. M5S è contro il Fondo Nasko, che è stato rifinanziato. Il rafforzamento del Buono Scuola è stato mantenuto, ma solo per le famiglie che scelgono le scuole private.

    Sara Valmaggi - Opposizione

    Nel promuovere e garantire la presa in carico globale della persona e della famiglia non c’è stata alcuna rivisitazione delle unità di offerta. Non sono stati istituiti sportelli unici per il welfare. Per il Piano regionale delle dipendenze non è vi è stata di fatto un’implementazione dei servizi. Rivisitazione Fondi Nasko. Percorso di revisione della legge di riorganizzazione socio-sanitaria non concluso; liste di attesa non ridotte; nessuno strumento per aggregazione dei medici di famiglia; la carta dei servizi non è ancora attiva; nessuna implementazione degli screening.

  • Roberto Maroni - Governo

    Apprendistato e formazione lombardi sono presi come modelli in tutta Italia. Istituita connessione tra istruzione e lavoro attraverso apprendistato e alternanza scuola-lavoro. Creata la Carta Musei, per accedere a tutti i servizi del circuito.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    L’apprendistato è poco utilizzato dal punto di vista contrattuale, ma non è esclusivamente colpa di Regione Lombardia. Creato un fondo, anche se modesto, per incentivare il talento giovanile. Il superamento del centralismo nell’istruzione, fa parte del programma della Buona Scuola, quindi di competenza nazionale.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    Bene le dichiarazioni sull’apprendistato, ma manca una strategia di medio e lungo periodo per il sostegno al lavoro in genere. Per incentivare il talento giovanile sono stati aperti diversi bandi e istituiti fondi, anche se non si trattano di misure radicali. Per le scuole, la competenza è statale e non di Maroni.

    Andrea Fiasconaro - Opposizione

    Per le politiche culturali è stato varato un testo unico che riunisce le vecchie leggi. Per i sistemi bibliotecari si è tornati indietro, principalmente per mancanza di risorse. A livello di istruzione le competenze sono le stesse di inizio legislatura. Nel sistema doti, quella per le scuole è sbilanciata a favore delle paritarie. Sulle politiche giovanili si è sofferta la riduzione dei fondi nazionali. Nessun miglioramento nei rapporti con MIUR e università.

  • Roberto Maroni - Governo

    Leadership della Lombardia in Italia sulla Banda Larga e Ultra Larga. Istituito portale Open Data e introdotta la fatturazione elettronica. Approvata la “Legge Lombardia è ricerca” che abbatte burocrazia e avvicina imprese e università.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    Per la quota di investimento del 3% del PIL in ricerca e innovazione si è ancora lontani.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    Il 3% del PIL da investire in ricerca e innovazione esiste solo nelle fantasie di Maroni.

    Raffaele Straniero - Opposizione

    Approvata la legge regionale 29/2016 volta a potenziare l’investimento regionale in ricerca e innovazione. Trattasi nel complesso di una buona legge che tralascia però il tema dei brevetti e necessita di un maggior coordinamento con il programma nazionale Manifattura 4.0.

  • Enrico Brambilla - Opposizione

    Promessa sui Bonus fiscali alle imprese giovanili non mantenuta.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    Non esiste nessuna “no tax area” in Lombardia.

  • Andrea Fiasconaro - Opposizione

    Il miglioramento della qualità dell’aria è un obiettivo disatteso. Per la tutela delle risorse idriche è in fase di approvazione la pianificazione degli interventi. Per le energie rinnovabili c’è stato qualche intervento ma si rimane al minimo sindacale, come per la questione dello smaltimento dell’amianto. Disattese le promesse riguardanti la montagna, tranne per il riordino normativo dei parchi. Realizzata la valutazione ambientale strategica. Nessun potenziamento nell’educazione ambientale a scuola.

  • Raffaele Straniero - Opposizione

    L’azione su infrastrutture viarie e trasporto pubblico è stata squilibrata a favore delle prime. Anche la gestione delle opere viarie si è rivelata inadeguata. Sono problematiche che vengono da lontano, però l’attuale governo ha fatto ben poco per invertire la tendenza. Infelice la scelta di riaffidare la concessione del servizio ferroviario a Trenord. Incompiuti gli impegni transfrontalieri relativi alla linea del Gottardo e al completamento della Pedemontana.

    Redazione PCH - Redazione

    Al momento non ci sono interventi relativi a questo ambito.

  • Roberto Maroni - Governo

    Approvata la legge “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità”, che prevede il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    Si sta facendo qualcosa per destinare i beni confiscati alla criminalità. Ancora lontani sulla modifica delle regole del patto di stabilità.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    La Lombardia è la prima regione a fare una legge per il contrasto alle mafie, che ha inglobato tutte le proposte di M5S. La gestione dei beni sequestrati è dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, quindi non di Maroni. Si è investito su guardie giurate sui treni, ma manca un investimento sul territorio.

  • Roberto Maroni - Governo

    Adesione al piano Expo Mafia Free. Ci sono stati episodi di corruzione, ma dovuti a comportamenti riprovevoli dei singoli, più che delle strutture di controllo e prevenzione. Istituita l’Agenzia Regionale Anti Corruzione per prevenire i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione.

    Enrico Brambilla - Opposizione

    L’operazione Expo si è chiusa in maniera positiva grazie al concorso di tutte le parti. L’allora commissario Sala ha gestito al meglio l’evento.

    Gianmarco Corbetta - Opposizione

    Arrestate 11 persone dalla Guardia di Finanza, nell’ambito di Expo, con accuse di associazione a delinquere finalizzata a favorire gli interessi di Cosa Nostra. Fallimento su questo punto da parte di Maroni.